Il diplomatico avrebbe richiesto di cambiare destinazione e incarico, ma secondo alcune fonti non sarebbe più gradito all’Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo a causa della sua gestione ‘troppo accomodante’ dei negoziati tra gli sciiti Houthi e il governo del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi

benomar

L’inviato dell’Onu in Yemen, il diplomatico marocchino Jamal Benomar, si è dimesso complicando ancora di più la crisi yemenita. La decisione cade infatti nel momento forse peggiore, quando cioè una coalizione militare araba guidata dall’Arabia Saudita ha iniziato, da tre settimane, una campagna di bombardamenti aereo-navali contro i soldati sciiti houthi che hanno rovesciato il governo del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, fuggito via mare a Riad.

Il diplomatico, nominato dal segretario generale Ban Ki-moon nel 2012, aveva da tempo espresso il desiderio di cambiare destinazione. Lo si legge in un comunicato delle Nazioni Unite, secondo cui il nome del suo successore sarà presto rivelato. Ban Ki-moon è quasi pronto a scegliere come sostituto il mauritano, Ismail Ould Cheikh Ahme, dirigente Onu e attuale capo missione delle Nazioni Unite per la lotta all’Ebola.

“Chiedo a tutti di mantenere un comportamento responsabile, di cercare di ricreare le condizioni dell’unità nazionale e di risolvere i contrasti attraverso il dialogo e le soluzioni politiche”, ha detto Benomar nel suo messaggio di saluto.

La tv satellitare al-Jazeera, citando fonti diplomatiche anonime, ha affermato che le dimissioni di Benomar sarebbero dovute al fatto che il diplomatico “non è più gradito all’Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo a causa della sua gestione dei negoziati tra gli sciiti Houthi, appoggiati dall’Iran, e il governo del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi”. Nel dettaglio, a detta dei Paesi arabi del Golfo, il suo approccio sarebbe stato troppo accomodante nei confronti degli Houthi.