autobomba yemen

Continua la guerra civile nello Yemen, tra milizie sciite del nord e sunniti del centro-sud. Quest’oggi il terrore si è sparso a Radaa nella provincia centrale di al-Bayda, dove sono esplose due autobombe. La prima è scoppiata a un posto di controllo proprio mentre stava passando uno scuolabus; la seconda invece vicino alla residenza di un funzionario di governo, Abdullah Idris, vicino agli sciiti del clan Houthi. I morti provocati dall’esplosione sono ben 25, tra cui 15 bambine di scuola elementare. Una vera strage di innocenti, vittime di violenza inaudita, come è avvenuto in Pakistan ad opera di alcuni talebani, e a dimostranza del fatto che in queste lotte sono sempre i più deboli a subirne le conseguenze. Il responsabile dell’attentato, secondo i ribelli sciiti, è al-Qaeda, la cui cellula yemenita è ormai da mesi molto attiva. Solo pochi giorni fa i terroristi avevano ucciso il reporter americano Luke Somers e il sudafricano Pierre Korkie prima che un blitz dell’esercito americano li liberasse. Già a ottobre era stata soggetta ad attacchi simili la casa di Idris, che è anche membro del Congresso generale del popolo, cioè il partito dell’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh. Si tratta di un conflitto permanente che colpisce lo stato della penisola arabica, sul quale vengono esercitate numerose influenze dei più ricchi paesi esteri che si affacciano sulle sue frontiere. I ribelli sciiti hanno riportato diverse vittorie negli ultimi tempi, prendendo il controllo della capitale e di altre città strategiche.