scontri nello Yemen

Duri scontri all’aeroporto di Aden, nel sud dello Yemen, tra sostenitori del presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi, e le milizie dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, alleato del movimento Houthi che ha preso potere a gennaio. Il bilancio è di almeno 5 morti, mentre tutti i voli sono stati annullati. Le violenze sono scattate nella nottata attorno allo scalo per estendersi poi per tutto il perimetro dell’aeroporto fino ad arrivare ai quartieri residenziali della zona.

Aden risulta essere il rifugio del presidente Hadi, in fuga da Sana’a dopo la presa del potere da parte dei ribelli sciiti Houthi, che l’hanno trattenuto per diverso tempo agli arresti domiciliari. E proprio dal sud Hadi sta tentando di organizzare un controesercito, grazie al supporto di moltissimi militari rimasti a lui fedeli.

Da quanto riferito ad attaccare oggi lo scalo di Aden sono state le milizie del presidente Ali Abdullah Saleh, deposto nel 2012 dopo un anno di proteste popolari e scontri tra varie fazioni tribali e militari.

Ieri è stato ucciso a Sana’a in un agguato a colpi d’arma da fuoco, un giornalista e attivista yemenita, Abdulkarim al-Khaiwani , membro del ‘comitato rivoluzionario’ del movimento Houthi. Lo riferisce Amnesty International che ha anche sottolineato che la vittima si era aggiudicata il premio speciale dell’organizzazione dedicato al ‘giornalismo per i diritti umani sotto minaccia’. Il giornalista era stato già più volte imprigionato durante il regime dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Said Boumedouha, vice direttore di Amnesty per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha detto a riguardo: “Chiedo che sia aperta immediatamente un’inchiesta indipendente e imparziale per assicurare che i responsabili vengano portati davanti alla giustizia per un processo corretto, senza ricorrere alla pena di morte”. Sembra che l’attentato sia stato rivendicato da Ansar al-Sharia, gruppo libico affiliato ad al-Qaeda.