I prigionieri del carcere Uribana erano in sciopero della fame per richiamare l’attenzione sugli inumani trattamenti a loro riservati. 17 sono deceduti a seguito di un’intossicazione causata da un potente mix di farmaci, mentre gli altri 145 sono fuori pericolo

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Orrore nel carcere Uribana, nello stato di Lara, in Venezuela. Diciassette prigionieri sono morti per una terribile intossicazione di farmaci, chiamata dai media locali ‘il cocktail della morte’ . Questi prigionieri erano ufficialmente in sciopero della fame da lunedì, per denunciare le violazioni dei diritti umani e i trattamenti inumani cui erano costretti a subire. Il carcere di Uribana fa, infatti, parte dei 70 centri di reclusione del Paese dove è stato applicato un nuovo regime penitenziario nazionale. E questo regime, che supera persino il vecchio modello del passato, è caratterizzato dalle deplorevoli condizioni di anarchia e violazione di diritti umani. Inizialmente si parlava di 21 vittime, ma le autorità confermano il decesso di diciassette reclusi, di cui tredici morti tra le mura di Uribana, e quattro dopo essere stati trasferiti nel centro penitenziario di Torocon, nello Stato di Aragua. Altri 145 sarebbero ancora intossicati dopo aver ingerito il cocktail per richiamare l’attenzione sulle loro difficili condizioni, ma a differenza dei compagni riusciranno a cavarsela con i giusti aiuti. I prigionieri insubordinati hanno prima preso il controllo dell’infermeria, e dopo mischiato farmaci quali antibiotici, anti-depressivi, antiepilettici e alcol, che ne hanno determinato l’inevitabile intossicazione e, seppur non volendo, anche la morte di alcuni di loro. I prigionieri sono stati subito assistiti dal personale medico, intervenuto dopo che i militari della Guardia nazionale hanno ripreso il controllo della situazione.