L’Ucraina accusa la Russia di essere il mandante di 4 cittadini ucraini che durante la manifestazione di commemorazione delle vittime di Maidan hanno fatto esplodere nella città di Kharkov un ordigno artificiale provocando 2 morti e il ferimento di 8 civili

corteo kharkov

La città di Kharkov, nell’Ucraina orientale, è stata sconvolta da un’esplosione. Due sono le persone morte durante una marcia di pace per ricordare l’anniversario della destituzione del presidente ucraino Viktor Ianukovic. Lo riferiscono alcuni media locali citati dal sito di Russia Today . Secondo il ministero dell’Interno ucraino, che conferma la morte di due persone e il ferimento di altri 8 civili, a provocare l’esplosione dell’ordigno sarebbero stati dei terroristi. Erano 500 i manifestanti che si erano radunati a Kharkov per commemorare le vittime di Maidan e mostrare il loro appoggio al governo di Kiev contro i ribelli separatisti, e alcuni testimoni hanno riferito che l’esplosione è avvenuta immediatamente dopo la loro partenza verso il centro della città ed è stata causata da un ordigno artigianale lanciato sulla folla da un’automobile in corsa.

Alcune fonti riportano anche il ferimento di 15 persone tra le prime file di dimostranti, ma il ministero dell’Interno ne ha confermate poi 8. Dopo l’attacco, probabilmente terroristico, è scattato subito lo stato di allerta nella città e in tutta l’ Ucraina. La polizia ha fermato quattro sospettati, che secondo un responsabile dei servizi di sicurezza avrebbero ricevuto precise istruzioni dalla Federazione russa, a Belgorod, che gli ha fatto recapitare anche armi e l’occorrente necessario. “Si tratta di 4 cittadini ucraini”, ha rivelato al canale Televisivo 112 Markian Lubkiviski, assistente del capo del SBU Valentyn Nalivaichenko. “Oggi è la Domenica della memoria”, ha scritto il presidente ucraino Petro Poroshenko sul proprio profilo Facebook, “ma proprio in questa giornata la spazzatura terrorista ha rivelato la sua natura predatoria”.

Kharkov , la seconda città più grande dell’Ucraina, dopo la capitale Kiev, è situata a circa 200 chilometri dal fronte dei combattimenti tra esercito e separatisti filorussi ed è controllata dal governo centrale, sostenuto dalla maggioranza degli abitanti.