Femminicidio a Salerno. L’assassino scrive un messaggio terrificante e lo posta su facebook. Centinaia di mi piace sconvolgono il web

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Un altro drammatico femminicidio a Postiglione, un piccolo paesino nel salernitano. L’assassino, il 32enne Cosimo Pagnani, ha agito ieri pomeriggio dopo una violenta lite con l’ex moglie. La vittima, Maria D’Antonio, 34 anni, è stata colpita con un coltello all’addome e più volte. Impossibile sopravvivere a tale ferocia. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Eboli, accusato di omicidio volontario, ed è rinchiuso nel carcere di Fuorni, a Salerno. Prima, però, è stato visitato in ospedale per una ferita all’anca che si era inferto da solo durante l’aggressione.

Agghiacciante il messaggio sul suo profilo facebook che ha postato, probabilmente, dopo aver messo fine alla vita dell’ex moglie. “Sei morta t…a”, si legge. La cosa che più fa rabbrividire è che centinaia di persone hanno iniziato a cliccare il ‘mi piace’ sul terrificante messaggio. I carabinieri ipotizzano che lo abbia scritto col telefonino dopo il delitto, nonostante perdesse molto sangue, per insultare la donna per l’ultima volta in maniera eclatante. L’uomo era diventato aggressivo e morboso nei confronti dell’ex moglie dopo la loro separazione avvenuta circa un anno fa. Da subito erano sorti dei problemi per l’affido della figlia, una innocente bambina di sette anni che adesso si ritrova senza una guida materna e con un padre assassino. I duri litigi però erano iniziati dopo che la donna aveva cercato di voltare pagina cominciando una nuova relazione. Cosimo era così geloso che aveva maturato dentro un odio folle, che lo ha portato infine a compiere il disumano gesto. I carabinieri, capitanati da Alessandro Cisternino, pensano si tratti di un omicidio premeditato. L’uomo infatti aveva portato con sé un’arma dalla lama di 20 centimetri, che precedentemente usava per battute di caccia al cinghiale sui Monti Alburni.

Questa la ricostruzione dei fatti più probabile: la donna si trovava sola in casa, Cosimo le ha inferto decine di coltellate all’addome e nella furia si è ferito a sua volta all’anca. Uscito dalla porta secondaria si era fermato per tamponare la profonda ferita, sedendosi su un muretto. Invia così con il suo cellulare il messaggio incriminante e lungo il percorso lascia numerose tracce di sangue.

A dare l’allarme, attirati dalle urla, i parenti della vittima che vivono nelle vicinanze. Ma ormai era troppo tardi per un intervento immediato. L’uomo si è lasciato arrestare senza porre resistenza e durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

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