I seguaci dell’Isis hanno pubblicato anche su twitter una foto di Francesco Caldara, una delle vittime italiane, con una croce rossa sul petto e la scritta: “Questo crociato è stato schiacciato”

attentato Tunisi

L’Isis ha rivendicato l’attentato contro il Museo del Bardo di Tunisi. A riferirlo è stata Rita Katz, fondatrice del sito di intelligence Site, che parla su Twitter di un messaggio audio di rivendicazione dove i due attentatori sono citati con i nomi di battaglia Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi.

“E’ solo la prima goccia di pioggia”. Questo il messaggio audio dell’Isis arrivato, come ormai di consueto, sui social network, in cui l’attacco viene definito “un’invasione benedetta di un covo di infedeli e di vizi nella Tunisia musulmana”. L’attentato ha causato la morte di 21 persone, tra cui 4 turisti italiani, e da quanto rinvenuto avrebbe potuto causarne molti di più, se è vero che i killer erano pronti a farsi saltare in aria.

Macabra la foto del 46enne Francesco Caldara, una delle 4 vittime dell’attentato, postata su twitter dai seguaci dell’Isis, con una croce rossa sul petto, accompagnata dalla frase shock: “questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo”.

Sulla dinamica dell’attacco terroristico risultano però delle incongruenze nelle ultime ore. Gli attentatori infatti sono immortalati in delle foto con jeans e scarpe da ginnastica, e non con divise dell’esercito come era stato invece dichiarato dalla polizia. Inoltre ci sono altri dubbi riguardanti le armi utilizzate. Secondo il ministro degli Interni, i jihadisti erano “muniti di cinture esplosive” e dotati di armi molto avanzate. Nelle foto invece i due attentatori rimasti uccisi avevano dei kalashnikov. E ancora ieri si parlava di tre uomini in fuga, mentre oggi il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha dichiarato l’arresto di 9 persone, tra cui 4 direttamente legati alla cellula terroristica del Bardo.