Un recente studio ha rivelato che chi fa troppo jogging ha le stesse probabilità di morire di chi è sedentario. In dosi giuste (tre volte a settimana per 2-4 ore complessive), invece, non può che essere una buona strategia per migliorare le aspettative di vita

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Chi l’avrebbe mai detto che il troppo esercizio fisico può uccidere un essere umano così come la sedentarietà? Potrebbe sembrare assurdo, ma d’ora in avanti i maniaci del jogging dovranno darsi una regolata se non vogliono incappare ben presto in problemi cardiovascolari. A rivelarlo un recente studio della Danimarca, all’Hospital Frederiksberg di Copenhagen, che conferma che è bene prendersi cura del proprio corpo, ma senza eccedere. In base ad alcune ricerche gli studiosi sono arrivati alla conclusione che per stare in forma e bene con se stessi basta una semplice corsetta lenta per tre volte a settimana e per non più di 2-4 ore complessive. Niente esercizi eccessivi quindi, che non risulterebbero affatto produttivi, ma anzi potrebbero causare presto anche problemi cardiovascolari.

I ricercatori hanno esaminato ben 5.048 persone sane che hanno preso parte al Copenhagen City Heart Study, e hanno poi pubblicato i risultati sul Journal of American College of Cardiology. Tra le persone messe sotto esame ne sono state individuate 1.098 amanti del jogging e 413 sedentarie. Lo studio, prendendo in considerazione per 12 anni le ore di jogging, la frequenza cardiaca e la percezione individuale del ritmo di esercizio fisico, ha rilevato che chi pratica jogging intenso ha le stesse probabilità di morire di chi invece preferisce oziare sul divano. La corsa moderata è stata invece associata a una mortalità più bassa e ad una frequenza cardiaca migliore. “Se il vostro obiettivo è quello di diminuire il rischio di morte e di migliorare l’aspettativa di vita, fare jogging un paio di volte alla settimana ad un ritmo moderato è una buona strategia. Fare di più e sforzare il proprio fisico in maniera eccessiva, non solo non è per nulla utile ma può risultare gravemente dannoso”, ha affermato Peter Schnohr, a capo della ricerca, fornendo alcuni consigli utili per la pratica di attività fisiche.