L’ex tesoriere della Margherita era stato espulso dal Partito dopo l’inizio dell’inchiesta che lo accusava di appropriazione indebita, ma il tribunale di Roma ha deciso di annullare il provvedimento

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Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, era stato indagato nel maggio dell’anno passato per appropriazione indebita di 25 milioni di euro e in seguito condannato a 8 anni di reclusione, oltre che essere allontanato dagli organi direttivi del Pd. Ma adesso il tribunale di Roma ha deciso di annullare il provvedimento che lo aveva espulso dal suo Partito, dando pienamente ragione all’ex senatore, che si era rivolto proprio alla magistratura per protestare contro il modo in cui era stato cacciato dopo l’inizio dell’inchiesta che lo accusava di usare i rimborsi elettorali destinati alla Margherita per fini personali.

Questo è quanto si legge dal dispositivo della sentenza: “L’esclusione dal partito, comminata senza la preventiva contestazione degli addebiti e senza consentire all’interessato alcuna possibilità di interloquire al riguardo, deve considerarsi in contrasto con i principi costituzionali che tutelano la libertà di associazione e il metodo democratico cui devono ispirarsi le associazioni partitiche che concorrono a determinare la politica nazionale, con conseguente invalidità della delibera di espulsione oggetto della presente impugnazione che, pertanto, deve essere annullata”. In sostanza il giudice Stefano Cardinali ha affermato che Lusi è stato espulso dal Partito senza che fosse a conoscenza degli addebiti sui quali la sanzione si fondava e che quindi si trattava di un licenziamento politico illegittimo.

Nel dispositivo, lungo sei pagine, il giudice afferma anche che il Pd non sarà chiamato a risarcire l’ex senatore abruzzese (Lusi aveva infatti richiesto un risarcimento che si aggirava intorno ai 10 mila euro), e dichiara compensate per metà tra le parti le spese di giudizio, che liquida per intero in seimila e cinquecento euro per compensi e condanna il Partito democratico a rimborsare Lusi la restante metà.