20% è la percentuale delle donne italiane che tradirebbero il proprio partner con un collega. La scappatella può però essere una cura per la coppia.

infedelta-tradimento
Il primato maschile sul tradimento potrebbe vacillare a causa dell’aumento di quello femminile. Questo è quanto emerso da un’indagine del centro studi dell’Associazione matrimonialisti italiani, secondo la quale l’adulterio femminile ha una percentuale del 45% contro il 55% di quello maschile.
Ma cosa spinge una donna a tradire? Sicuramente la maggiore sicurezza rispetto al passato porta a cercare nuove conferme anche al di fuori della propria relazione sentimentale. Il tradimento non è più vissuto con un senso di colpa, ma al contrario, è diventato un modo per gratificarsi e riaffermare se stesse. Le occasioni di tradimento sono aumentate in quanto le donne sono più indipendenti, lavorano fuori casa, possono fare tardi la sera e quindi hanno maggiore possibilità di incontrare e relazionarsi con altra gente. Ormai anche chi non lavora può instaurare relazioni rimanendo a casa, e questo grazie al sempre più rilevante ruolo dei vari social presenti sul web.

La noia, l’insicurezza e la vendetta sono considerati i principali motivi che portano una donna a tradire.
Un sondaggio di gleeden.com, sito di incontri extraconiugali, che ha coinvolto 1801 donne tra i 30 e i 55 anni, conferma infatti che la “noia” è la prima motivazione per cui le donne tradiscono. La cosiddetta scappatella, può scattare anche quando la coppia non attraversa un momento di crisi e viene considerata come una rottura della routine matrimoniale, un modo per scoprire un mondo nuovo.
Stando ai risultati della ricerca di gleeden.com, secondo il 53% delle intervistate, tradire servirebbe addirittura a rafforzare il rapporto di coppia. La scappatella extraconiugale mette in discussione il vecchio rapporto e dopo un’attenta analisi può far capire se la storia funziona ancora o meno. E se la relazione è ancora importante, vale la pena rivitalizzare la vita di coppia e ritrovare l’intimità. Ma come fare?
Bisogna diventare creativi, alimentare sempre la seduzione reciproca e tenere vivo il desiderio sessuale. Se la coppia riesce a gettarsi alle spalle il tradimento, attraverso la nuova intesa, può trasformare quell’episodio in una vera e propria cura.

Al secondo posto, tra le cause di un tradimento, c’è ”l’insicurezza”. La donna sente il bisogno di essere ancora desiderata e di confermare a se stessa di essere sexy e femminile. E’ il tipico tradimento che si verifica quando la donna si sente data per scontata dal partner e quando dopo anni dedicati alla famiglia, alla casa e al lavoro si è stufata di aver trascurato la propria femminilità e di essersi totalmente annullata. Buttarsi in un’avventura diventa dunque un modo per riaffermare il proprio potere di seduzione e poco importa se poi riduce alla classica one night stand o se non viene nemmeno consumata sotto le lenzuola perchè regala ugualmente quel brivido provato per il rischio di essere scoperte.
Da questa situazione la donna trae l’insegnamento di dover rimettersi al centro della propria vita. E allora è importante ritagliare più spazio per se stesse, ad esempio distribuendo con il partner il tempo da passare con i figli, o regalandosi momenti di gratificazione come cure estetiche e uscite con le amiche.

Il terzo posto viene aggiudicato dalla “vendetta”, il tradimento può essere un modo per pareggiare i conti con un compagno che ha avuto una storia extraconiugale, anche se adesso superata e perdonata. Ormai, le donne non vogliono più assumere il ruolo di vittima e l’infedeltà serve spesso a guarire la ferita subita precedentemente. Con il controtradimento la donna esce da quella posizione di subordinazione emotiva e ristabilisce la perdita dell’equilibrio con una nuova situazione di parità nella coppia.
A questo punto, nessun componente della coppia può rimanere con quella sensazione di essere vittima che uccide lentamente il rapporto. E se anche il partner riesce a perdonare il controtradimento, la vita a due può riprendere con il nuovo impegno di combattere insieme per mantenere vitale il legame affettivo.

Non sempre è però facile perdonare l’infedeltà, a volte il tradimento è l’ultimo atto di una crisi presente da tempo e dà alla donna la consapevolezza che la storia è arrivata al capolinea. Tradire diventa il pretesto per dichiararlo anche nei fatti e chiudere una relazione di coppia ormai finita.

Esiste un periodo più “fertile” per la violazione della fedeltà, il tradimento femminile infatti è favorito anche dalla biologia. Lo afferma uno studio condotto dal National Institute for Mathematical and Biological Synthesis, secondo il quale le donne tradiscono più spesso durante l’ovulazione. La colpa è dovuta all’iperattività degli ormoni, che predispone alla trasgressione. In questo momento del ciclo la donna si cura di più e sottolinea i punti più sensuali con abiti che segnano la silhouette o con un trucco più seducente e, addirittura, con gesti che diventano più sexy.
Più scontato, invece, è il luogo dove vengono consumate le scappatelle: il primato va al posto di lavoro, causa nel 60% delle infedeltà, tallonato però negli ultimi anni dalle chat, luogo privilegiato che vede la nascita del 40% dei tradimenti.

Consumato il tradimento, la domanda che martella la mente dell’infedele è sempre quella di “Tacere o confessare? “.
Non esiste una risposta valida in assoluto, ma in alcuni casi, dopo un tradimento, vale la pena confessare. Meglio farlo, per esempio, se si scopre di amare il proprio partner più di prima, ma il senso di colpa avvelena ogni minuto che viene trascorso assieme a lui. Dopo la confessione e dopo un primo momento di crisi la coppia potrebbe uscirne fortificata.
Conviene tacere, invece, se l’avventura è stata solo una toccata e fuga e confessarla manderebbe all’aria un rapporto importante. Oppure se il compagno ha un carattere particolare e magari si ha paura delle sue reazioni. Se è così, però, il tradimento deve far pensare che forse è il caso di rivedere le basi su cui poggia la relazione. La paura non è un buon ingrediente per il vivere una storia a due, perché significa che nella coppia non c’è una vera intesa.