Tosi si candida a governatore della Regione Veneto contro Luca Zaia e ribadisce di non voler rinunciare alla sua idea di centro destra: “Sono aperto al dialogo con tutti, anche con Salvini, purchè si crei una vera alternativa alla sinistra di Renzi”

Tosi

Flavio Tosi ha ufficializzato oggi la sua candidatura a governatore della Regione Veneto, sfidando quindi il suo ex compagno di partito, Luca Zaia. “Mi candido alla guida del Veneto, corro da uomo libero, e corro per arrivare primo” ha detto il sindaco di Verona. L’idea sembrava essere già nell’aria, ma solo dopo l’espulsione dalla Lega, voluta dal segretario federale Matteo Salvini, Tosi ha concretizzato tutto. “La rottura è responsabilità di chi l’ha voluta” ha ribadito puntando ancora il dito contro il leader del Carroccio, che già aveva accusato di falsità e di volere il controllo dittatoriale del partito.

Il sindaco di Verona ha poi spiegato che aveva diverse scelte davanti a sé: “Avevo detto che mi prendevo qualche giorno per riflettere, potevo andare a coltivare l’orto o ritirarmi in seminario, invece ho preso la decisione di candidarmi, perché politicamente siamo uomini liberi”. “Il programma elettorale sarà pronto tra qualche giorno, ma sarà essenziale e basato sul fare e non sul dire. In 8 anni da sindaco credo di avere dimostrato che le cose sono capace di farle” ha aggiunto. Così passa sulla questione euro, facendo riferimento proprio a Salvini, “uno di quelli che vuole uscirne”, e che, secondo Tosi, dice solamente delle “stupidaggini”. “Non si può dire di uscire dall’euro quando non si può mantenere la promessa” ha sentenziato aggiungendo che “semmai l’Italia non ci doveva entrare. Ora il punto è rinegoziare in Europa condizioni diverse per il nostro Paese”.

Tosi ha annunciato la sua candidatura all’Auditorium di Verona, dove ha ribadito di non voler rinunciare alla sua idea di centro destra e di voler dialogare con tutti, da Berlusconi ad Alfano, e persino con Salvini, purchè si crei una vera alternativa alla sinistra di Matteo Renzi.

Durante il suo intervento c’è stato spazio anche per la commozione, quando ha dovuto salutare i tanti amici della Lega: “Quando credi in qualcosa, e dopo 25 anni passati in Lega, continui a credere in quegli ideali” ha detto, nonostante abbia anche sottolineato che ormai la Lega non è più la stessa, “non è la Lega di Miglio e di Bossi”. “Salvini ha voluto cancellarmi dalla Lega, ma gli ideali che porto dentro da 25 anni rimarranno in me per tutta la vita. Nemmeno Matteo Renzi, che è leader indiscusso, avrebbe fatto ciò che ha fatto Salvini per cacciare il capo della minoranza interna” ha concluso.