Il ruolo dell’ex premier britannico all’interno del Quartetto non sarebbe più sostenibile perché criticato per i suoi legami economici con le monarchie del Golfo Persico, col Kazakistan e col Kuwait

Tony Blair

Tony Blair sta pensando di dimettersi da inviato del Quartetto, in quanto ormai “avrebbe riconosciuto che il suo ruolo nei negoziati sul Medio Oriente non è più sostenibile”. Lo ha scritto il Financial Times sul suo sito alla vigilia delle elezioni di martedì in Israele. Il Quartetto per il Medio Oriente, che era stato creato nel 2002, è composto da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite.

Secondo alcune fonti citate dal Financial Times un diplomatico, protetto dall’anonimato, avrebbe detto riguardo alle dimissioni di Blair: “Era ora. È stato inefficace. Non ha credibilità in questa parte del mondo”. E lo stesso Blair avrebbe riconosciuto che il suo ruolo nei negoziati sul Medio Oriente non è in realtà più sostenibile, a causa dei suoi cattivi rapporti con alti membri delle autorità palestinesi e i suoi interessi economici nella regione. Il suo mandato è infatti criticato per i legami economici che legano la sua Tony Blair Associates alle monarchie del Golfo Persico, al Kuwait e al Kazakistan.

Tony Blair proprio due giorni fa in un incontro a Sharm el Sheik con John Kerry avrebbe annunciato questa decisione al segretario di Stato Usa chiedendo però di rimanere all’interno del processo di pace occupando un altro ruolo. L’ex capo di Downing Street avrebbe anche parlato con l’Alto Rappresentante della Politica Estera Ue Federica Mogherini che sostituendo l’ex premier britannico vorrebbe rilanciare il Quartetto per ‘una presa di posizione più forte da parte dell’Europa sulla condotta di Israele’.