La Cannabis può essere distinta in due tipi: Sativa e Indica. Entrambe sono altamente diverse tra di loro anche per quanto riguarda la fisionomia. La Sativa ha foglie più lunghe e sottili, mentre l’Indica presenta foglie più spesse e basse

Tipologia di cannabis legale: quale scegliere

Conosciuta genericamente come canapa o cannabis, in natura esistono diverse tipologie di marijuana light legale che hanno in sé una radicata differenza. Le gamme più diffuse di erba legale sono tre: la Cannabis Indica, originaria dell’Europa centrale, la Cannabis Sativa, originaria dell’India e la Cannabis Ruderalis, originaria dell’Europa dell’est. La Sativa e l’Indica sono quelle più utilizzate e lavorate per il commercio, ma sono altamente diversificate non solo nella loro fattezza, ma anche nella genetica e negli utilizzi. La Cannabis Indica presenta foglie più larghe, spesse e corte: il suo colore è di un verde molto scuro e intenso. Mentre, la Cannabis Sativa, è composta da foglie più lunghe e sottili ed ha un colore più delicato di verde. La prima, può arrivare ad un’altezza di 6-8 metri, con i suoi rami ampi. Ma la seconda, più bassa può essere anche più folta. Eppure le due piante presentano ancora molte perplessità sia sulla loro composizione, che sulla genetica.

Effetti diversi tra Sativa e Indica
Al giorno d’oggi, infatti, sono stati creati moltissimi ceppi variabili dell’erba legale e sempre più spesso vengono effettuati anche ibridi tra la vendita cannabis legale Sativa e quella Indica assieme alla cannabis Ruderalis. Questa tipologia di cannabis light presenta caratteristiche resistenti che le altre due piante non hanno e, proprio per questo, adatta alla realizzazione di nuove mescolanze. Anche per questo ancora nessuno studio scientifico è riuscito ad appurare le differenze sugli effetti: ci sono risultati al quanto inconcludenti e discordanti con pochissime certezze. Ecco perché diventa sempre più difficoltoso definire questa tipologia di pianta. Tuttavia, molti scienziati hanno però sviluppato una teoria genetica riguardante la produzione di THC e Cbd.

Le piante hanno geni e produzioni di enzimi differenti anche per quello che concerne la sintesi degli enzimi. L’unica differenza riscontrata riguarda la produzione dell’enzima THC nella marijuana sativa, mentre è maggiore il libello di cbd nella marijuana indica. Gli effetti della cannabis sativa sono solitamente più cerebrali e allucinogeni: può donare euforia, creatività, energia, e anche creatività ed è per questo motivo, utilizzata come una allucinogeno. Mentre, la cannabis indica è una pianta che favorisce il rilassamento, è calmante, rilassante ed è quindi più adatta anche per l’uso notturno e per curare problematiche di salute. Con erba CBD alto, infatti, è più consigliato l’utilizzo per curare dolori cronici, muscolari e articolari.