Cresce la paura di attacchi terroristici anche in Italia, e soprattutto a Roma. Rafforzata la sicurezza a piazza San Pietro. Alfano: “Oggi non esiste nessun Paese a rischio zero”

Charlie Hebdo: a Roma obiettivi sensibili sotto osservazione

Il Vaticano può essere un “possibile obiettivo” del terrorismo islamico. A riferirlo il giornale Bild citando alcune intercettazioni effettuate dall’agenzia Usa per la sicurezza. Le autorità hanno già avvertito la Santa Sede, anche se al momento non ci sono dei concreti segnali che facciano pensare ad attacchi imminenti. A piazza San Pietro però le misure di sicurezza sono state rafforzate di non poco. “Cellule dormienti? Abbiamo in atto un monitoraggio di aree e soggetti a rischio, ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta e massima”, ha detto il ministro dell’interno Angelino Alfano. A suo parere, in questo momento non esiste nessun Paese a rischio zero. E la paura cresce.
Alcune fonti dell’intelligence italiana informano che ai servizi Mossad e Cia avrebbero inviato nei giorni passati alcune informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza indicare probabili elementi a rischio. “Che qualcuno voglia alzare la posta è possibile, ma momentaneamente non possiamo sostenere che vi siano rischi maggiori”, hanno voluto sottolineare.

“Commandi terroristici costituiti da 4 unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati”, riferiscono le intercettazioni raccolte dalla nasa americana. È stato fatto anche il nome di Roma, ma non sono noti piani concreti. Già Roma e il Vaticano in questi ultimi periodi sono stati presi di mira. A settembre giravano voci su una minaccia diretta a Papa Francesco, poi Abu Muhammed al Adnani ha minacciato di conquistare Roma e spezzare le croci con il permesso di Allah, e ancora la provocazione, in un fotomontaggio della rivista jihadista Daqib, di una bandiera dell’Isis lasciata sventolare a piazza San Pietro accanto alla scritta “Crociata fallita”. Ieri, per l’Angelus di Papa Francesco, massiccia era la presenza di rinforzi, tra vigilanti e auto della polizia con agenti schierati con mitra e giubbotti antiproiettili. Il domenicale della Bild cita anche le immagini del falso video dell’Isis che ha fatto il giro del web italiano in questi giorni. Quelle immagini che includono proprio il Colosseo, la Fontana di Trevi e anche la Torre di Pisa, come a confermare la minaccia dei jihadisti contro l’Italia. Il video non sarebbe stato creato però dai servitori estremisti dello Stato Islamico, ma solo da alcuni simpatizzanti o provocatori. La propaganda jihadista, come ricordano gli esperti, si rivolgerebbe infatti alla culla del cristianesimo, al cuore dei crociati, e non precisamente ad un luogo fisico. Ma il rischio minacce in Italia non deve essere ignorato. “Sarebbe un errore”, ha affermato il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni.