Carolina Crescentini nel film di Marco Pontecorvo è una contabile timida e insicura che alla vista dell’ingegnere italo-americano Lombelli, interpretato da Turturro, va in tilt. Nel cast anche Luca Zingaretti, Lillo Petrolo e Lorenza Indovini. In più la fantasiosa collaborazione di Maurizio Forestieri, che ha adattato per il film alcuni spezzoni animati

Crescentini e Turturro

Ieri è uscito nelle sale “Tempo instabile con probabili schiarite”, una commedia corale diretta da Marco Pontecorvo e ambientata in una località delle alte Marche, uno di quei posti che le statistiche indicano come culla della “qualità della vita”. Il film segue le vicende degli amici Giacomo, interpretato da Luca Zingaretti, e Ermanno (Pasquale Petrolo alias Lillo, di Lillo & Greg), che gestiscono una fabbrica di divani strangolata dal fisco. A mandare in tilt la comunità e la loro amicizia è uno schizzo di petrolio fuoriuscito da una buca scavata per altri motivi. Da lì iniziano scenari imprevisti.

Nel cast anche Lorenza Indovini e Carolina Crescentini, nei panni di una contabile di provincia che viene attratta dal carisma dell’ingegnere italo-americano Lombelli, interpretato da John Turturro. E nonostante la Crescentini sia stata imbruttita, e nascosta dietro occhialoni spessi e abiti un po’ dimessi, riesce a farsi corteggiare dallo stralunato ingegnere. “E’ stato un grande onore lavorare con lui, sono una sua grandissima fan. Non avrei mai immaginato di poter avere questa possibilità”, ha confessato Carolina. “Nel film ad un certo punto arriva questo ingegnere minerario e la mia Tabellina va in confusione totale. Con il suo modo di fare terribilmente affascinante le toglie gli occhiali. E’ un gesto fisico, ma anche simbolico perché pian piano, grazie a lui, prende sicurezza”, ha continuato l’attrice, che nel film interpreta una donna fragile e molto insicura.

Lillo Petrolo è invece Ermanno, un sindacalista che si ritrova proprietario delle azioni petrolifere del pozzo che vuole chiudere. È in crisi con il figlio adolescente, che vorrebbe diventare fumettista. Una parte che gli fa rivive in qualche modo il passato: “E’ esattamente la mia vita, io avevo un padre che era identico a come sono io nel film. Io volevo fare il fumettista e mio padre, che lavorava in polizia, mi ripeteva sempre che non era un lavoro e che potevo dedicarmici nel tempo libero”. Nel film ci sono anche degli spezzoni animati di Maurizio Forestieri. Della sua collaborazione Lillo dice: “Mi è piaciuta moltissimo la scelta di far parlare i personaggi anime in dialetto, perché ormai con Internet siamo tutti vicini. Il manga non è più il fumetto giapponese ma è il fumetto di tutti, quindi perché non farlo parlare pesarese?”.