Il paziente 21enne aveva subito l’amputazione dell’organo in seguito ad una circoncisione malriuscita. Adesso, dopo soli 3 mesi, sta già acquisendo le piene funzionalità riproduttive

primo trapianto pene

Ancora passi in avanti per la medicina. In Sudafrica un’equipe medica dell’università di Stellenbosh ha portato a termine con grande successo il primo trapianto di pene. Dopo solo 3 mesi dall’intervento, il giovane paziente 21enne che ha dovuto subire l’amputazione dell’organo in seguito a una circoncisione malriuscita, sta già controllando pienamente le funzionalità del nuovo pene. L’operazione è avvenuta lo scorso dicembre al Tygerberg Hospital, ma l’annuncio è stato dato solo ieri quando i medici sono stati sicuri della buona riuscita dell’operazione e del funzionamento dell’organo trapiantato. “È stato un grande privilegio essere parte di questo primo trapianto mondiale portato a termine con successo”, ha detto il professor Frank Graewe, responsabile di chirurgia plastica all’Università di Stellenbosch.

Le circoncisioni malriuscite risultano essere un problema relativamente comune in Sudafrica, ed è stato proprio questo che ha fatto nascere nei medici l’idea di tentare per primi la realizzazione di questo tipo di trapianto.

L’operazione, durata ben 9 ore, è avvenuta al Tygerberg Hospital di Città del Capo, dove il paziente ha ricevuto il nuovo organo da un donatore deceduto. “Abbiamo dimostrato che si può fare, possiamo dare a qualcuno un organo che ha la stessa funzionalità di quello che aveva precedentemente”, ha dichiarato orgoglioso il professor Graewe. Adesso il paziente 21enne, dopo tre mesi dall’operazione, ha riguadagnato tutte le funzionalità urinarie e riproduttive.

Questo non è stato però il primo intervento del genere. In passato era già successo che alcuni medici avessero tentato la strada di un trapianto di pene, ma senza avere gli stessi risultati. Era successo nel 2006, quando un giovane cinese era stato sottoposto alla medesima operazione. I suoi medici hanno però deciso di rimuovere l’organo appena due settimane dopo a causa di un “grave problema psicologico della persona trapiantata”. E altri trapianti simili non erano andati a buon fine non apportando al paziente un reale recupero delle funzionalità dell’organo, recupero invece, nel caso del ragazzo sudafricano, avvenuto molto rapidamente, e cioè in 3 mesi contro i due anni previsti.