Il presidente Zuma contro gli attacchi di xenofobia a Johannesburg: “Nessuna giustificazione per gli attacchi. Riporteremo la situazione alla normalità”

Zuma

Nuova esplosione di violenza xenofoba in Sudafrica. A riferirlo è la Bbc, secondo cui oltre 30 persone sono state arrestate dalla polizia a Johannesburg. Da quanto riportato alcuni piccoli gruppi hanno attaccato negozi in diverse zone della città, mentre ad Alexandra, una borgata a nord di Johannesburg, le autorità hanno usato proiettili di gomma per disperdere i saccheggiatori. Negli attentati contro gli stranieri nella città portuale di Durban sono già 6 le vittime. Così gli immigrati nel mirino delle violenze xenofobe stanno organizzando, in migliaia, il loro rientro nei paesi d’origine.

Il presidente Jacob Zuma, dopo essersi recato in un campo per immigrati proprio a Durban, tenta dunque di rassicurare i lavoratori: “Tutti coloro che vogliono rientrare a casa sappiano che appena avremo sistemato le cose e fermato la violenza, se vorranno tornare saranno i benvenuti”. “Ribadiamo il nostro messaggio. Non ci può essere alcuna giustificazione per gli attacchi ai cittadini stranieri che vanno contro tutto ciò in cui crediamo. La maggior parte dei nostri connazionali amano la pace e i buoni rapporti con i nostri fratelli e le nostre sorelle del continente. La prossima settimana coinvolgeremo chi di dovere perché occorre che chiunque rivesta ruoli dirigenti collabori per ricondurre la situazione alla normalità”, ha aggiunto il presidente sudafricano. Ma il suo intervento è stato contestato fortemente dai cittadini stranieri, forse perché arrivato troppo tardi, in un Paese che ha già conosciuto un’ondata xenofoba nel 2008, quando persero la vita oltre 60 persone.