Il comandante, un tunisino di 27 anni, è stato fermato per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; mentre l’aiutante siriano soltanto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Naufragio: Alfano, fermati due scafisti

Fermati questa mattina i due scafisti del naufragio avvenuto al largo della Libia che ha causato la morte di circa 900 persone. Sono un tunisino di 27 anni, Mohammed Alì Malek e un siriano di 25 anni, Mahmud Bikhit. Il loro fermo è stato disposto dalla Procura di Catania ed eseguito dal personale della guardia costiera, dallo Sco della polizia di Stato di Roma e dalla squadra mobile della Questura di Catania.

Il pm di Catania ha riferito che il peschereccio è affondato in seguito ad una collisione. Vi è anche il sospetto, lanciato da uno dei minorenni sopravvissuti alla tragedia, che chi era in quel momento a pilotare “fosse ubriaco o fumasse spinelli”. Il comandante tunisino è stato fermato per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; il componente dell’equipaggio, il 25enne siriano, è stato arrestato invece soltanto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Procura di Catania chiederà nelle prossime ore al Giudice la convalida dei provvedimenti cautelari per le indagini preliminari. Dopo si procederà anche all’esame dei testimoni con incidente probatorio.

Fermato anche un terzo scafista dagli agenti delle squadre mobili di Trapani, Reggio Calabria e Bolzano. Si tratta del senegalese Mohamed Diatta, di 19 anni, comandante dell’imbarcazione naufragata il 12 aprile scorso. Dalle indagini in corso risulta che il giovane scafista era al timone dell’imbarcazione di 20 metri alternandosi con il connazionale Mbaou Da.