La compagnia aerea ha confermato di essere a conoscenza di un “grave episodio depressivo” di Andreas Lubitz nel 2009, garantendo successivamente la sua idoneità al volo. Tra i rottami è stato intanto ritrovato un video sugli ultimi istanti del volo, registrato da uno dei passeggeri, che testimonia dunque che tutti erano consapevoli di cosa stava accadendo

andreas Lubitz

È ufficiale. La Lufthansa sapeva della depressione di Andreas Lubitz. Lo ha annunciato la stessa compagnia aerea comunicando di essere stata informata nel 2009 del “grave episodio depressivo” che aveva attraversato il 27enne co-pilota dell’Airbus A320, suicida che ha trascinato con sé tutti i passeggeri a bordo. La società aveva comunque garantito successivamente l’idoneità al volo del giovane. Il gruppo specifica di aver consegnato agli inquirenti numerosi documenti interni, anche di natura medica, e tutte le mail che il pilota inviava alla scuola.
Erano a conoscenza dei disturbi psichici di Andreas anche il padre, che lo ha confermato ieri, e la ex fidanzata, che era convinta che il compagno stesse migliorando. La coppia sarebbe stata ottimista rispetto alla possibilità di controllare le difficoltà.

Nel frattempo sono stati recuperati tutti i corpi delle vittime nella zona dell’incidente. “Domani, 20 militari alpini saliranno con le loro squadre per recuperare gli effetti personali” ha annunciato il tenente colonnello Jean-Marc Menichini, incaricato delle operazioni di recupero. Gli esperti sono però ancora alla ricerca della seconda scatola nera dell’Airbus A320, schiantato il 24 marzo sulle Alpi francesi.

Ritrovato tra i rottami anche un terribile video sugli ultimi istanti del volo, registrato da un telefonino cellulare di una delle vittime, che testimonia che tutti i 149 passeggeri erano perfettamente consapevoli di cosa stesse per succedere. Una fonte vicina all’inchiesta ha visionato il filmato e ne ha descritto il contenuto al quotidiano francese Paris Match, che ne ha pubblicato online la ricostruzione. Le immagini non sono chiare e la scena è molto caotica. Si percepisce la disperazione, si odono urla in varie lingue. In sottofondo, ben distinguibili, tre tonfi metallici, i tentativi del comandante di sfondare la porta della cabina di pilotaggio.

L’audio degli ultimi 14 minuti dell’Airbus, contenuto nella scatola nera recuperata all’indomani dello schianto è stato pubblicato dalla Paris Match. Alle 10.10 il comandante Sonderheimer dice a Lubitz di non avere avuto tempo di andare in bagno. Lui risponde: “Puoi andare quando vuoi”. 10.27 – viene chiesto al co-pilota di verificare se l’aereo può andare in modalità atterraggio e Lubitz risponde per due volte: “Adesso puoi andare in bagno”. Alle 10.28 il comandante lascia il controllo per andare in bagno. Lubitz schiaccia il tasto che chiude la porta dall’interno e riprogramma il pilota automatico per accelerare la velocità di discesa. 10.33- L’aereo passa da 11mila metri a 30metri in pochi minuti. Chi controlla la rotta da terra si accorge che qualcosa non va e prova a contattare l’Airbus, ma Lubitz non risponde. Il comandante ritorna e bussa: “Sono io”, ma nessuna risposta. Così prende una bombola d’ossigeno o un estintore e prova a sfondare la porta e grida “Per l’amor di dio apri la porta”. Alle 10.35 il comandante chiede ai passeggeri di andare a recuperare un’ascia nascosta nell’aereo. Si odono alcuni colpi più forti nel tentativo di forzare la porta con un piede di porco. 10.37 – Il comandante: “Apri questa fottuta porta”. 10.38 – Il respiro di Lubitz è distinguibile con chiarezza: ha indossato una maschera per l’ossigeno. L’aereo è a 4mila metri. Alle 10.40 l’aereo urta la montagna con l’ala destra. Le ultime grida dei passeggeri e alle 10.41 lo schianto.