gentiloni

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel corso di un’audizione in Commissioni riunite Esteri e Difesa aveva riportato gli aggiornamenti sull’attentato di ieri a Tunisi e il bilancio complessivo delle vittime. “Al momento due persone identificate e decedute, due persone definite irreperibili, il che vuol dire che purtroppo si temono timori molto seri nei loro confronti ma non diamo comunicazioni ufficiali fino a che queste persone non sono state identificate. Le famiglie sono già state avvisate. Poi ci sono una serie di feriti, di cui uno in condizioni particolarmente gravi”, aveva annunciato. E il timore era più che fondato. Alle due vittime identificate, Francesco Caldara e Orazio Conte, si sono aggiunti infatti i nomi di Giuseppina Biella, 70enne di Meda, e Antonella Sesino, di Torino, le due donne prima date per disperse.

Gentiloni ha informato che un team dell’Unità di crisi della Farnesina è a Tunisi da stamattina, oltre che per ulteriori accertamenti, anche per dare una mano alle famiglie dei feriti e delle vittime. “L’Italia è un Paese sicuro che deve essere in allerta nei confronti delle minacce terroristiche, ma non deve sentirsi un Paese in guerra” ha detto.

E ancora ha assicurato: “Stiamo facendo quello che è il mestiere di uno Stato democratico: proteggere i nostri confini, alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo. Abbiamo rafforzato la presenza navale nel mediterraneo e finora non esistono elementi di connessione tra fenomeno migratorio e terrorismo, ma nessuno può in teoria escluderlo. Insomma nessun allarmismo ma tutti i nostri livelli di allerta e attenzione sono al massimo. Non è tecnicamente massima allerta perché non ci sono notizie di minacce specifiche verso l’Italia”.
Al momento è ancora incerto il bilancio generale della strage. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dal ministro della Sanità le vittime dell’attentato risultano 25, di cui 18 turisti stranieri e 5 tunisini, tra cui due degli attentatori. 11 sarebbero gli italiani rimasti feriti.