La Turchia si è mossa nella notte in un’area controllata dall’Isis per evacuare una tomba per loro di grande valore simbolico, quella del nonno di Osman I, fondatore dell’impero ottomano. Adesso i resti saranno spostati in altro luogo

Il mausoleo di Suleyman Shah

Il governo turco ha lanciato un’operazione militare, muovendosi nella notte, per evacuare circa 40 soldati di Ankara di guardia alla tomba di Suleyman Shah, in Siria, ma considerata una enclave turca a circa 25 chilometri dal confine con la Turchia. A riferirlo è l’emittente televisiva statale TRT che aggiunge che la tomba, ospitante i resti del nonno del fondatore dell’impero ottomano, si trova più esattamente in una zona di villaggi nella provincia siriana di Aleppo, controllati dai militanti estremisti dello Stato islamico. All’incursione hanno partecipato circa 100 mezzi blindati, appoggiati da caccia ed elicotteri d’assalto. Durante l’operazione è rimasto ucciso un militare turco e il governo ha poi spiegato che è morto in un incidente e non negli scontri con gli jihadisti.

Le truppe di Ankara di guardia alla tomba di Suleyman Shah erano assediate dai militanti dell’Isis e la Turchia stava trattando con loro per la liberazione dei suoi soldati, intrappolati da mesi nel mausoleo. La Turchia aveva promesso di proteggere la zona in cui si trovava la tomba, perché per il Paese risulta avere un grandissimo valore simbolico in quanto possedimento turco dal 1921 in base a un trattato con la Francia e ospita, come già detto, i resti del nonno di Osman I, fondatore dell’impero ottomano. I militari turchi in azione, dopo aver raggiunto la tomba l’hanno fatta saltare e dopo aver recuperato tutti i resti hanno iniziato a muoversi nuovamente verso il confine insieme a tutti gli altri soldati che difendevano l’enclave. Ora le spoglie di Suleyman Shah verranno spostate in un altro luogo più sicuro.