Nessuna notizia ancora sul rapimento di Paolo Dall’Oglio, gesuita romano scomparso in Siria nel 2013, e Ignazio Scaravilli, medico catanese rapito in Libia il 6 gennaio. Dopo la morte di Giovanni lo Porto in Pakistan si teme per loro

Dall'Oglio e Scaravilli

Ancora due i cittadini italiani scomparsi all’estero e di cui non si ha nessuna notizia certa. Dopo la morte di Giovanni lo Porto in Pakistan si teme per Paolo Dall’Oglio e Ignazio Scaravilli. Il 59enne gesuita romano è stato rapito il 27 luglio del 2013 in Siria, e diverse sono state le notizie mai confermate sulla sua morte o su una probabile detenzione in un carcere. A dicembre alcune fonti siriane hanno riferito che Dall’Oglio era detenuto in una delle prigioni dell’Isis a Raqqa. In merito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni non aveva dato nessuna conferma.

Sembra che il rapimento del sacerdote sia avvenuto proprio in seguito ad un appello che aveva rivolto egli stesso a Papa Francesco affinchè promuovesse un’iniziativa diplomatica urgente e inclusiva per la Siria. In quel periodo l’uomo era probabilmente impegnato in una “mediazione” tra fazioni ribelli nella zona di Raqqa, nel vortice di una guerra civile che ormai da quattro anni semina morte e distruzione in Siria.

Il medico catanese Ignazio Scaravilli è scomparso invece in Libia il 6 gennaio. Tuttavia non ci sono testimonianze dirette del rapimento o di un ipotetico incidente che lo abbia coinvolto. A segnalare la scomparsa del medico settantenne furono alcuni suoi colleghi. Scaravilli, che ha uno studio a Paternò, nel Catanese, e una residenza a Padova, è un chirurgo ortopedico specializzato in interventi su mani e piedi. L’uomo risulta essere partito poco prima di Natale insieme ad altri tre o quattro colleghi siciliani per operare all’ospedale di Dar Al Wafa di Tripoli, dove è consulente per due cliniche.