A Palazzo Madama 165 voti di fiducia del Senato, 111 contrari e 2 astenuti. Ora tocca alla Camera approvare il Jobs Act di Renzi, soddisfatto del primo risultato e amareggiato per il caos scoppiato in aula

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Sì del Senato al jobs act, risse in aula

Alla fiducia chiesta dal Governo sul maxiemendamento in materia di lavoro il Senato dice sì con 165 voti. Al Palazzo Madama nella notte si sono astenuti 2 senatori, mentre 111 sono stati i contrari alla riforma. Adesso è tutto nelle mani della Camera dei Deputati. Il presidente del consiglio Matteo Renzi è soddisfatto e compiaciuto del risultato: “Gli italiani sono stanchi delle sceneggiate di alcuni, ma i senatori ieri hanno fatto un grandissimo passo avanti” dice il premier ai microfoni. Non poca amarezza però per le immagini e i disordini in aula che hanno acceso la giornata. Degno di nota il teatrino messo in atto dal capogruppo della Lega Gianmarco Centinaio che lancia in direzione di Pietro Grasso un libro sul regolamento del Senato. E da inizia il caos: i grillini salgono sui banchi del Governo gridando “Non si Può” e scoppia la rissa, arrivando anche alle mani, tra Loredana De Petris del SEL e Roberto Cociancich del PD. Ma nonostante gli elettori ce l’abbiano messa tutta per impedire che arrivasse il voto di fiducia, Renzi porta a casa un bel risultato.