Ascolti record in America con ben dieci milioni di spettatori solamente nella prima puntata. In Italia partirà il 3 marzo su Fox. Empire racconta la storia di un ex pusher diventato magnate dell’industria musicale e dei suoi tre figli in lotta per la successione
empire

Dal 3 marzo arriva su Fox “Empire”, nuovissima serie tv americana firmata da Lee Daniels, autore di film controversi come Precious, storia di una ragazza abusata in famiglia, e The Butler, dove raccontava la vita del primo maggiordomo nero alla Casa Bianca. Il suo debutto in tv è una sfida che Lee Daniels si impone di vincere prima di passare nuovamente al cinema. Empire è la storia di Lucious Lyon, ex pusher diventato magnate dell’industria musicale e dei suoi tre figli in lotta per la successione dell’Empire Entertainment. “RE Lear che incontra Dynasty e Il Padrino . Ecco come definirei il mio Empire. Una serie che ha il ritmo delle soap e il passo tragico di Shakespeare: in salsa black. Con tantissimi elementi autobiografici”, ha svelato il regista. La saga della famiglia afroamericana sta già facendo impazzire l’America. Lo dimostrano i numeri d’ascolto da record: ben dieci milioni di spettatori per la prima puntata e un milione in più ad ogni episodio successivo. “Confesso che all’inizio, come cineasta, mi sono sentito umiliato. Non ero preparato all’idea che un programma tv potesse raggiungere più pubblico di tutti i miei film messi insieme. Ero uno di quegli snob che la tv la guardano poco. Ora sono felice di tanto successo. Non credevo che avrei visto il giorno che programmi con neri protagonisti avrebbero ottenuto così tanto successo”.

Lee Daniels rivela che nella serie tv c’è anche qualcosa di autobiografico. Tutti i personaggi ad esempio somigliano al regista stesso, alla sua famiglia e alla gente che incontrava a Philadelphia da giovane. Poi racconta una scena in particolare, vissuta realmente quando era ancora poco più che un bambino: “Quando abbiamo girato la scena del bambino con i tacchi della mamma… Quella scena è vera. Come il protagonista, mio padre, un poliziotto, andò su tutte le furie. Mi scaraventò in strada: nell’immondizia. Quella scena è così vera che non sono riuscita a girarla. Piangevo dietro la macchina da presa. Per caso quel giorno sul set c’era mia sorella… È stata lei a dire agli attori cosa fare. Ricordava tutto perfettamente”. Gay dichiarato, dice di aver cominciato solo oggi a perdonare il padre, morto da tempo, per quell’azione: “Non ho fatto psicanalisi e mettere in scena quell’episodio mi ha aiutato. Mio padre è morto quando avevo 15 anni, fu ucciso. Ma so che oggi sarebbe dalla mia parte. Come sono convinto che questa serie tocchi un tasto dolente della comunità afroamericana e nel mondo dell’hip hop: l’omofobia. Qualcosa di cui non si parla abbastanza”.

Ad interpretare Lucious Lyon, il magnate della musica hip-hop, è Terrence Howard, mentre l’ex moglie Cookie è portata in scena da Taraji P. Henson. I tre figli sono: il primogenito Andre, (Trail Byers) uomo d’affari e direttore finanziario della Empire Entertainment; il secondo figlio Jamal (Jussie Smollett), cantautore gay che crea diversi imbarazzi in suo padre; e il figlio prediletto Hakeem (Bryshere Gray), talentuoso e viziato artista in ascesa, oltre che playboy incallito. I piani di Lucious si complicano quando l’ex moglie, e madre dei suoi figli, Cookie, esce dal carcere grazie ad uno sconto di pena per buona condotta vedendosela ridurre da trenta a diciassette anni.