A 37 anni dal rapimento di Aldo Moro e della strage in via Fani della sua scorta, i familiari delle vittime chiedono nuove indagini sul ruolo svolto da Giovanni Senzani. Oggi alla commemorazione Mattarella ha deposto una corona di fiori sulla lapide che ricorda l’agguato e osservato un minuto di raccoglimento

Mattarella alla commemorazione del rapimento di Moro

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato in Via Fani il trentasettesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione degli agenti della sua scorta ad opera delle Brigate Rosse. Il 16 marzo del 1978, proprio 37 anni fa, nel giorno della presentazione del nuovo governo, il quarto guidato da Giulio Andreotti, l’auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu bloccata da un commando delle BR all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa. Le Brigate uccisero cinque uomini della scorta e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Oggi alla commemorazione, cui sono stati presenti anche il sindaco di Roma Ignazio Marino e il governatore del Lazio Zingaretti, Mattarella davanti alla lapide che ricorda l’agguato ha osservato un minuto di raccoglimento e deposto una corona di fiori prima di fermarsi a parlare con i familiari delle vittime presenti alla commemorazione.

In questi giorni i familiari dei caduti in Via Fani hanno chiesto al Procuratore generale presso la corte di Appello di Roma, Antonio Marini, nuove indagini sul ruolo svolto da Giovanni Senzani durante il sequestro di Aldo Moro. Senzani è stato il ‘consulente esperto della situazione’ che ha messo a disposizione un suo appartamento come ‘cabina di regia’ del rapimento di Moro. Il medesimo appartamento è risultato essere attivo al luglio del 1977 e ospitava due membri del commando di via Fani: Gallinari e Bonisoli. Questo riporta al fatto che Senzani era in contatto con i due Br già dal luglio 1977, mentre la storia giudiziaria ufficiale colloca la posizione di Senzani nelle Br a partire dal 1979.

E anche il presidente della Commissione parlamentare sul sequestro e la morte di Moro, Beppe Fioroni, chiede giustizia indagando su Senzani, “perché ad un certo punto uno spiraglio per la liberazione di Moro si aprì, come ha detto per la prima volta Don Mennini, ma subito quel canale di ritorno si interrompe e crea la reazione delle Br che si sentono non più corrisposte nel dialogo, nonostante ci fosse in piedi la possibilità di arrivare ad una soluzione”. “E qui c’è un ruolo su tutti di un personaggio delle Br che non è stato indagato sulla vicenda Moro, quello di Giovanni Senzani”, ha detto Fioroni. “Serve una soluzione sul modello del tavolo sudafricano di verità e giustizia, perché noi non odiamo nessuno, ma vogliamo sapere come sono andate le cose”, ha aggiunto Giovanni Ricci, portavoce dei familiari delle vittime di via Fani e figlio di Domenico, autista di Moro. “Cercheremo di avanzare una proposta di legge in questa direzione, perché non vogliamo vendette” ha concluso.