Enzo Costanza dovrebbe tornare a breve a casa, a Orbassano. Per la giustizia spagnola non ha commesso alcun reato, e anche gli investigatori italiani spingevano per questa decisione. La moglie lo perdona: “E’ un buon padre, deve solo riprendere a curarsi”

Enzo Costanza

Enzo Costanza, il papà torinese che martedì era fuggito con il figlioletto di appena 15 giorni attraversando Francia e Spagna, è tornato in Italia da uomo libero. Per la giustizia spagnola non deve stare in carcere “perché l’eventuale reato è cominciato in Italia”. Passata dunque la grande paura per il bambino e scongiurata la detenzione del papà in carcere, adesso la famiglia è pronta a tornare a casa. “Ho sbagliato, ti chiedo scusa, perdonami”, ha detto in lacrime al palazzo di giustizia di Albacete rivolto alla moglie. “Non ti farò mai più spaventare così, te lo prometto. Prenderò le medicine” le assicura. Piange anche lei, Enzo guarda basso, mentre il bambino dorme beato. Il giudice decide che il papà torinese, affetto da problemi psichiatrici, non ha commesso reati, almeno in Spagna. E anche gli investigatori italiani spingevano per questa soluzione.

Solo un forte spavento dunque, nulla di più. Enzo è un buon padre nonostante tutto. O almeno è quanto dice la moglie, Stefania Ciasullo: “Enzo deve riprendere a curarsi. Con le sue medicine va tutto bene. Facciamo una vita bella, piena di interessi, usciamo spesso. Purtroppo, quando smette, soffre. E’ come un diabetico che deve prendere l’insulina per tenersi sotto controllo, solo che il suo male è più difficile da accettare socialmente”. “Ha iniziato a soffrirne nel 2006. Un periodo di grande stress. Faceva i turni di notte. Intanto studiava, preparava la tesi sull’antropologia delle minoranze etniche in Vietnam. Il primo sintomo è la mancanza di sonno. Poi l’insonnia si trasforma in paranoie…” ha continuato a spiegare Stefania. E riguardo all’episodio di martedì dice: “Ho avuto paura, poi ho saputo che a Lione aveva comprato i biberon… Enzo è un brava persona. Intelligente, simpatica, generosa, di cuore. Altrimenti non ci saremmo sposati, non avremmo fatto un bambino insieme..”. “Enzo sa cambiare i pannolini. E’ un bravo papà. Dopo il parto sono stata ricoverata per due giorni all’ospedale Regina Margherita, ha fatto tutto lui…” ripete la signora Ciasullo. “Enzo ha capito. Sa che deve prendere le medicine. Non deve sentirsi triste, siamo tutti fragili, siamo umani. Tutti abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri”, ha aggiunto. Adesso Stefania, dopo aver riabbracciato in Spagna il marito e il piccolino tornerà a casa, a Orbassano, mentre Costanza sarà interrogato dal pm Valerio Longi non appena arriverà sul territorio italiano, dove si deciderà se formulare un reato o meno a suo carico, e verrà definito anche il suo quadro sanitario. La procura di Torino al momento ha solo segnalato genericamente il caso ai servizi sociali, ma non ha ritenuto necessario adottare alcun provvedimento di limitazione del riavvicinamento al figlio. “Gli voglio troppo bene. Non potrei mai fargli alcun male” ha ribadito Enzo Costanza davanti agli investigatori spagnoli ed italiani descrivendosi “un ottimo mammo”.