Fino a ieri, prima dei dati certi del referendum, la Gran Bretagna era spaccata in due. Da un lato l’indipendentista “Yes Scotland” di Alex Salmond, dall’altro l’unionista David Cameron.

Scampato pericolo per David Cameron. La Scozia non ottiene l’indipendenza.

Ad averla vinta, che finalmente stamani ha tirato un sospiro di sollievo, è il primo ministro britannico. Scampato pericolo, quindi, per chi avrebbe voluto tenere viva l’unione sancita 300anni fa. Intervistato, Cameron dichiara, che non ci saranno ripetizioni.
In sostanza, ciò che è fatto, è fatto. Ribadisce comunque la promessa di maggiori poteri non solo all’avversario del referendum, ma anche al Galles e Irlanda del Nord. Lo scrutinio ha portato due milioni di voti per il “no” contro il non poco milione e seicentomila indipendentista. Amareggiati tutti gli scozzesi che hanno seguito lo spoglio con grande speranza nei vari pub del Paese, rimasti aperti per l’occasione. Esultano invece i vincitori, seguiti dal leader Alistair Darling, che ha parlato di “notte straordinaria”, i quali erano molto timorosi per i rischi economici che l’indipendenza avrebbe portato. La storica votazione ha aperto le urne ieri, 18 settembre, dalle 7 del mattino sino alle 22. Oggi, 19, viene infranto un sogno.