Secondo il leader della Lega, Renzi ha due facce, perché con qualcuno è inflessibile mentre con gli amici suoi è garantista, e “non fa mai quello che dice”. “Se lo facesse per me rimarrebbe comunque antipatico ma almeno sarebbe diverso”

Matteo Salvini

“Renzi è un megalomane incapace di fare quello che dice”. A dirlo il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, intervistato su SkyTg24. “Quello che contesto a Renzi è la differenza tra quello che dice e quello che fa. Non mi interessa se il suo è un partito arrogante, se facesse le cose resterebbe per me antipatico ma almeno sarebbe diverso” ha continuato precisando che invece, il premier “su scuola, giustizia e tasse, non fa quello che dice”.

E quando gli è stato chiesto se la De Girolamo possa essere vicino alla Lega, Salvini risponde: “Non siamo un tram dove si sale e si scende”. “Altri esponenti di altri partiti stanno seguendo con interesse la Lega ma non è che si possa diventare una diligenza per qualcuno” ha aggiunto specificando però che condivide le dichiarazioni di Nunzia De Girolamo su Angelino Alfano, ovvero che ha “la tessera del Pd in tasca”. “Alfano ha dimostrato di tenere solo alla sua poltrona” ha detto il leader del Carroccio.

Esprime anche la sua opinione riguardo alle dimissioni di Maurizio Lupi da ministro delle Infrastrutture puntando il dito contro il premier: “Nessuno si tolga dalla testa che il fatto che l’indagine nasca a Firenze non sia solo una coincidenza. C’è indagine e indagine e sicuramente Renzi sotto questo punto di vista ha due facce, perché con qualcuno è inflessibile mentre con gli amici suoi è garantista”. “Io dico che non deve essere il magistrato a decidere chi fa il sindaco, chi fa il governatore, chi fa il parlamentare e chi fa il ministro, ma lo dico sempre e per tutti. Per Renzi non è la stessa cosa. Non sono complottista ma il fatto che un ministero così importante sia in piena disponibilità del signor Renzi mi fa venire dubbi” ha aggiunto.

Il segretario della lega ha poi annunciato di essere pronto ad un confronto tv con Renzi ed Alfano e che “dalla prossima settimana bloccheremo i lavori in Camera e Senato fino a quando non sarà messo all’ordine del giorno la modifica della legge Fornero”.