Sembra un vero pasticcio quello delle due mozioni Pd e Ap-Sc approvate dalla Camera per il riconoscimento dello stato palestinese. Per Grillo si tratta di bluff e malafede, per FI è ambigua pericolosità

Camera

Il “mezzo sì” della Camera verso il riconoscimento dello stato di Palestina, con le due mozioni approvate di Pd e Ap-Sc, segna il compromesso raggiunto per evitare ulteriori rinvii e solleva polemiche con spaccatura all’interno della maggioranza e dello stesso Pd. Il sì non è del tutto pieno perché la mozione del Pd non impegna esplicitamente il governo a riconoscere la Palestina, ma piuttosto a ‘promuoverne’ il riconoscimento. La mozione Ap-Sc, sempre approvata dal governo, è invece ben più vincolante perché lega il riconoscimento dello Stato palestinese al raggiungimento di un’intesa tra Al-Fatah e Hamas, una specie di negoziato.

Nel dettaglio, il testo della mozione del Pd, approvato con 300 voti a favore e 45 contrari, impegna il governo a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione dello Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità, accanto allo Stato di Israele sulla base del reciproco riconoscimento e con l’impegno di garantire ai cittadini di vivere in sicurezza e al riparo da violenze e atti terroristici. Inoltre il governo impegna a promuovere il riconoscimento della Palestina come Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele.

Il testo di Ap-Sc, approvato con 237 sì, 84 no e 64 astenuti, impegna invece il governo “a sostenere sia in sede bilaterale che multilaterale, di concerto con i partner europei, la tempestiva ripresa del negoziato diretto fra israeliani e palestinesi come via maestra per la realizzazione degli accordi di Oslo”. Inoltre impegna il governo “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra Al-Fatah e Hamas che, attraverso il riconoscimento dello Stato d’Israele e l’abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese”.

Rispetto a questa pronuncia del parlamento italiano, che ha il sapore di una “non decisione”, risulta molto soddisfatta l’ambasciata di Tel Aviv che dice in una nota: “Accogliamo positivamente la scelta del Parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese”; mentre rimane delusa la rappresentanza dell’Olp: “è infelice la mozione che non si impegna per l’incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Insomma la posizione del governo è ancora poco chiara, un vero “pasticcio” per l’opposizione che attacca il Pd con i pentastellati di Grillo che parlano di bluff e malafede; e la Lega che definisce ‘ondivaga’ la posizione del Pd. Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia commenta invece ironica: “Non so se l’esecutivo riuscirà a comprendere quale sia il mandato che gli è stato attribuito dalla sua stessa maggioranza”. E ancora Lucio Malan di FI li accusa di ‘pericolosa ambiguità’, mentre per Paolo Ferrero di Prc si tratta di ‘vergognoso pasticcio sulla pelle dei palestinesi’. Dello stesso parere anche Vendola: “Un giochino che si potevano risparmiare su una vicenda maledettamente seria come questa”.

Andrea Martella del Pd cerca di prendere in mano la situazione e chiarisce: “È sbagliato affermare che le due mozioni siano in contrasto. Come indica il regolamento della Camera, dopo l’approvazione della prima gli altri testi che hanno voto favorevole costituiscono un’integrazione al primo”.

Certamente la mozione italiana è la più leggera tra tutte quelle approvate in Europa, che sono esplicitamente favorevoli al riconoscimento della Palestina. Al momento hanno già detto sì Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Francia, Lussemburgo e Portogallo.