La residenza ufficiale di Barack Obama era stata sprangata dopo lo stato di allerta dovuto ad un incendio nelle vicinanze, facendo ritardare il presidente Usa e la famiglia per la marcia del 50° anniversario da Selma

Casa Bianca

Rientrato l’allarme alla Casa Bianca, dove era stato udito un forte boato nel South Lawn proprio mentre la famiglia Obama si stava recando alla marcia del 50° anniversario dalla protesta di Selma. Le strade intorno all’area erano state chiuse, ma adesso il blocco che era stato decretato dal Secret Service, il corpo di sicurezza presidenziale, è stato dunque revocato dal momento che non vi è alcuna seria minaccia. Da quanto riferito dal ‘The New York Times’ il forte frastuono che ha allarmato tutti, facendo pensare si trattasse di una reale emergenza, sarebbe stato il carretto di un venditore ambulante di vivande, andato a fuoco per ragioni ancora sconosciute.

Come se non bastasse, a complicare il tutto, ci ha pensato uno dei cani della scorta addestrati ad annusare la presenza di esplosivi, che si è agitato particolarmente in prossimità di un’automobile in sosta, su cui sono partiti gli accertamenti. I due episodi, secondo gli investigatori, non sarebbero comunque collegati tra di loro.

A causa dell’allarme il presidente Obama ha ritardato di circa un’ora la partenza per Selma, in Alabama, dove ha avuto luogo la marcia del 50° anniversario della protesta guidata da Martin Luther King che segnò la storia del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Il ritardo è avvenuto anche perchè il Secret Service ha voluto che Obama insieme alla moglie Michelle, le figlie Malia e Sasha, e la suocera Marian Robinson, raggiungesse in auto, e dunque non in elicottero come previsto, la base aerea di Andrews, nel Maryland, per prendere da lì l’Air Force One per raggiungere Selma. Durante i frastuoni Obama e famiglia erano rimasti chiusi dentro la residenza ufficiale, di cui, a causa dell’allarme, era stato sprangato ogni accesso.