A prendere la decisione lo stesso Berlusconi che ha deciso, per il momento, di non metterci ‘la faccia’, e che tornerà definitivamente in campo solo quando avrà ottenuto piena dignità e sarà stata riconosciuta la sua completa innocenza. Per le malelingue l’assenza del suo nome sul logo è da attribuire al fatto che l’ex premier teme un risultato negativo

Berlusconi

Sulla scheda per le prossime Regionali sotto il simbolo di Forza Italia non ci sarà più il nome di Berlusconi. A prendere la decisione lo stesso ex premier , dopo che già una settimana fa c’era stato un confronto interno al partito tra chi voleva che il riferimento al presidente azzurro rimanesse e chi invece consigliava di toglierlo per proteggerlo da un eventuale danno d’immagine in caso di flop elettorale. Così, nell’attesa di una “piena riabilitazione politica” l’ex Cavaliere ha deciso di non metterci, per il momento, ‘la faccia’. Come tiene a precisare, tornerà definitivamente in campo “solo quando avrò ottenuto la piena dignità e sarà stata riconosciuta la mia completa innocenza”.

Il direttore di Ipr Marketing, Antonio Noto, ha detto che l’impatto della scelta nell’urna si sentirà poco: “Forza Italia è sinonimo di Berlusconi, mi sembra piuttosto una scelta tattica in attesa di preparare una rivoluzione e cambiare il nome al partito”. Non condivide Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione: “Se FI andrà bene si attribuirà il risultato a Berlusconi, idem se non andrà bene. Dire il contrario mi sembra ingenuo”. “Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso tutti insieme che il nome non ci fosse per dare una maggiore riconoscibilità al simbolo nei territori. Sono Regionali, ci saranno liste civiche, alleanze disorganiche, non dimentichiamolo” ha aggiunto la Bergamini.

Secondo le malelingue, l’assenza del nome di Berlusconi sul logo di FI sarebbe da attribuire al fatto che il leader azzurro teme proprio un risultato negativo. Le chance di vittoria sarebbero solo in Veneto, Liguria e Campania. Quasi a zero le possibilità di vittoria in Puglia, soprattutto a causa delle divisioni interne al partito e al centrodestra che vedono schierati due candidati presidenti: Francesco Schittulli e Adriana Poli Bortone. “L’unità del centrodestra in Puglia è ancora possibile, ma si può trovare solo intorno alla candidata presidente che Fi e Lega sostengono, e a patto che l’altro candidato faccia un passo indietro, magari immaginando per sé un’alternativa che potrebbe essere un ticket, l’assessorato alla Sanità, o una candidatura in Parlamento”, ha detto Luigi Vitali, segretario regionale FI. Agitazione anche in Toscana intorno alla scelta di Fratelli d’Italia di allearsi con la Lega e convergere sulla candidatura di Claudio Borghi.