“Sarà il popolo a decidere se le riforme vanno bene o no”. Con questo autoreferendum Renzi vuole dimostrare a tutti che non c’è un’alterativa a lui stesso e se l’esito sarà positivo, allora saranno spazzate entrambe le opposizioni, quella interna al Pd e il centrodestra

PD: RENZI, C'E UNA SINISTRA OSSESSIONATA DA DENARO

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non vuole arretrare nemmeno di un millimetro sulle riforme e, anche se con altre parole, fa pensare a un referendum, o meglio un autoreferendum, per dimostrare a tutti che non c’è una vera alternativa a lui stesso. Sarà il popolo infatti a decidere se la riforma va bene o no. Lo ha scritto il premier stesso nella newsletter pubblicata sul suo sito, dove ha ricordato che gli obiettivi del governo sono “superare il bicameralismo paritario, ridurre i poteri delle Regioni ed eliminare gli enti inutili”. Saranno dunque i cittadini ad esprimersi sulla qualità dei testi di Maria Elena Boschi. Domani alla Camera voteranno sulla seconda lettura del testo e poi si punterà al referendum confermativo. “Per noi decidono i cittadini, con buona pace di chi ci accusa di atteggiamento autoritario: la sovranità appartiene al popolo”, ha aggiunto Renzi sottolineando che solo il popolo potrà dire se i parlamentari hanno fatto un buon lavoro o no.

Il referendum sarà un plebiscito sulla politica del governo: se l’esito sarà positivo saranno spazzate entrambe le opposizioni, e cioè la minoranza interna al Pd e il centrodestra.

Renzi ha inviato agli iscritti al suo sito il programma dei lavori che prevede riforme e Italicum, ddl sulla scuola e quello sulla Rai. Oltre al ddl delega Madia sulla pubblica amministrazione, che dovrebbe ricevere l’ok in commissione al Senato questa settimana e poi andare in Aula.

Il premier invita ancora il Parlamento a “discutere velocemente”: “Se le opposizioni non fanno ostruzionismo, ma provano a dare una mano anche migliorando il testo, non ci sarà nessun provvedimento di urgenza da parte nostra” sulla scuola e forse pure sulla Rai. Ricorda anche che “il 41% inchioda il Pd a una grandissima responsabilità: rispondere agli italiani che vogliono tornare a sperare”. E il premier evidenzia che con lui ci sono segnali di ripresa e l’occupazione comincia a salire. “La situazione macroeconomica volge al bello grazie all’immissione di liquidità da parte della Bce, ai tassi bassi, alla svalutazione dell’euro e alla discesa dei prezzi petroliferi “, ha detto. E tutto grazie alla “solidità delle nostre riforme”. Quindi le urne anticipate, di cui si parla molto ultimamente, non farebbero comodo né a Forza Italia, ormai dilaniata al suo interno, né alla sinistra dem tentata a dar vita a qualcosa di nuovo a sinistra del Pd. Col referendum Renzi punta quindi a tenere lontane le elezioni e a rafforzare se stesso.