“Il governo ha fallito tutti i suoi obiettivi. Nella politica economica, mentre tutta l’Europa ha ricominciato a crescere, l’Italia nonostante innumerevoli annunci, è rimasta ferma. L’occupazione giovanile è al 39%, i conti pubblici sono peggiorati con un aumento di 150 miliardi del debito pubblico, soldi impiegati non per fare investimenti ma per distribuire mance elettorali”

Referendum costituzionale, Berlusconi attacca Renzi: "Rischiamo dittatura di sinistra"

Il fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi sceso in campagna elettorale per sponsorizzare il No al referendum costituzionale del 4 dicembre, attacca il premier Matteo Renzi attraverso un video messaggio: “Il governo sta cercando di suscitare paura negli italiani, nelle cancellerie europee e nei mercati. Al contrario, la stabilità ci sarà se vince il No: si andrà verso nuove elezioni con una nuova legge elettorale che porterà a una maggioranza stabile”. “Renzi ha trasformato il referendum perché è la sua ultima occasione di rilancio, spera di avere quella legittimazione popolare che non ha mai avuto”. “Il suo governo ha fallito tutti i suoi obiettivi. Nella politica economica, mentre tutta l’Europa ha ricominciato a crescere, l’Italia nonostante innumerevoli annunci, è rimasta ferma. L’occupazione giovanile è al 39%, i conti pubblici sono peggiorati con un aumento di 150 miliardi del debito pubblico, soldi impiegati non per fare investimenti ma per distribuire mance elettorali”. “Gli italiani hanno sempre più paura, prosegue l’immigrazione incontrollata e in Europa il governo si mostra incapace di far valere le proprie ragioni. L’Italia non conta niente e c’è una carenza di leadership preoccupante”.

La vittoria del SI “con il combinato disposto dell’attuale legge elettorale, potrebbe portare alla deriva autoritaria con un uomo solo al comando e cioè a una vera e propria dittatura della sinistra”. Mentre è pronto a scommettere che se il 4 dicembre vincesse il NO al referendum il processo delle riforme non si fermerà. Anzi, “si aprirebbe una nuova fase politica”. All’Italia serve una “nuova riforma condivisa seria”. “Quella proposta dal premier Renzi non risolve i problemi del Paese, non renderebbe le istituzioni più efficienti e non produrrebbe risparmi significativi”.

“Nessuno può dare a noi lezioni in materia di riforme. Già nel 1995 alla Camera pronunciai il discorso in cui delineavo i principi di una vera riforma costituzionale e nel 2005 fu la nostra maggioranza ad approvare in Parlamento questa grande e innovativa riforma, che la sinistra ha bocciato con un referendum con cui riuscì a bloccare il Paese per 10 anni”.