L’attività extraveicolare di Wilmore e Virts, volta ad allestire una base di attracco per le future navette spaziali private, è durata circa 6 ore e 30 minuti. Le altre due uscite sono previste il 25 febbraio e il primo marzo

Astronaut James H. Newman waves during a spacewalk preparing for the release of the first combined elements of the International Space Station fifteen years ago today

Prima passeggiata nello spazio per i due astronauti americani a bordo della Stazione Spaziale Internazionale insieme alla nostra Samantha Cristoforetti. Sabato 21 febbraio Barry Wilmore e Terry Virts hanno effettuato un lungo intervento di manutenzione all’esterno dell’astronave durato circa 6 ore e mezza. Purtroppo Samantha Cristoforetti non ha avuto la stessa possibilità dei colleghi di poter ‘passeggiare’ nello spazio, anche se ha avuto un ruolo fondamentale nell’incoraggiamento dei due astronauti assistendoli durante tutto il loro percorso spaziale. Samantha nonostante non sia stata inserita nel programma delle attività extraveicolari è stata comunque addestrata per essere in grado di compierle nel caso in cui ci fosse la necessità di farlo. Ha anche aiutato i colleghi ad indossare le complesse tute dopo che aveva partecipato alla loro messa a punto. Lo speaker della sala di controllo della Nasa ha spiegato che ‘the italian astronaut, Saaaamanthaaa Cri-sto-fo-retti’ ha assistito con grande entusiasmo all’intervento esterno all’Iss di Wilmore e Virts infondendo loro fiducia e grande tranquillità, che molto servono in queste situazioni ancora decisamente molto sconosciute, ma uniche e spettacolari, oltre che grande motivo di orgoglio.

Lo scopo della loro prima uscita nell’orbita è stato quello di provvedere all’allestimento di una base di attracco per le future navette spaziali private, SpaceX e Boeing, che trasporteranno gli astronauti all’Iss a partire dal 2017 nel quadro di un nuovo contratto con la Nasa. Le altre due uscite sono previste il 25 febbraio e il primo marzo e in tutto i due astronauti dovranno installare 110 metri di cablaggi.

AstroSamantha ha anche guidato le complesse operazioni di rientro degli astronauti Usa nell’Iss, controllando che tutti i parametri dell’airlock fossero corretti. La loro passeggiata ha alternato fasi notturne e diurne con cambiamento ogni 90 minuti, cioè quanto appunto impiega la stazione spaziale a compiere l’orbita della Terra. Per quanto riguarda la temperatura nello spazio si passa da un eccesso all’altro: nella notte si arriva a sopportare temperature di meno 100 gradi, mentre al sole giungono a più di 160. Le nuove tute degli astronauti sono state dotate infatti di attualissimi impianti di refrigerazione-riscaldamento, dopo che nel luglio del 2013 l’astronauta Luca Parmitano aveva rischiato la vita durante la sua seconda passeggiata in orbita. Il collega italiano della Cristoforetti aveva rischiato di morire annegato a causa del blocco di una delle pompe che mantengono i liquidi in circolo in un complesso di tubi lunghi più di 100 metri.