Prestiti per pensionati: come ottenere il miglior tasso

I pensionati sono una categoria molto complessa dal punto di vista dei prestiti. Spesso infatti dopo anni di contributi pagati regolarmente e decenni di lavoro si arriva a ottenere una pensione che non garantisce però un tenore di vita sufficientemente alto e soprattutto non permette di sostenere le molte spese, soprattutto mediche, che con l’avanzare dell’età si manifestano sempre più frequentemente. Per questo motivo sono davvero una larga percentuale i pensionati che sono spinti a richiedere agli istituti di credito un prestito. Le rate mensili che però bisogna rispettare per ripagare la somma erogata da banche e finanziarie sono un peso assolutamente non indifferente soprattutto visto l’obbligo che vige per legge di garantire a ogni pensionato 501,38 euro i quali non possono essere erogati verso alcun ente. Per questo motivo quella cifra non può rientrare neanche nella famosa “cessione del quinto”, ovvero lo strumento con cui dipendenti e lavoratori pagano le rate cedendo la quinta parte della propria busta paga o pensione direttamente all’istituto di credito. Riuscire dunque ad ottenere condizioni vantaggiose e tassi di interesse che permettano comunque di vivere una vita dignitosa è sempre più difficile, considerando soprattutto che quei 501,38 euro di cui si stava parlando non vengono assolutamente calcolati ai fini delle rate e non costituiscono di conseguenza alcuna garanzia.

L’ultima spiaggia sembra dunque il prestito vitalizio ipotecario che consente di ottenere una somma di denaro non comunque superiore a 350.000 euro ipotecando il proprio immobile, questa però è una soluzione sconsigliata da molti esperti in materia perché costringe i futuri eredi a saldare completamente il debito contratto se non si vuole perdere il 100% della proprietà della casa. È dunque palese che la questione dei prestiti dei pensionati è assai spinosa e soprattutto ricca di varianti che costringono chi voglia richiedere un finanziamento ad analizzare al meglio la situazione per trovare la strada migliore. A questo proposito si può approfondire il discorso su questa guida dedicata ai prestiti per pensionati,dove si possono confrontare i prodotti di banche differenti.

Prestiti per pensionati INPS
Attraverso l’INPS un pensionato può pagare un prestito richiesto a una banca o finanziaria e cedere fino a un quinto della propria pensione direttamente alla banca. Sarà proprio l’INPS a effettuare l’erogazione senza dunque passare dal pensionato, versando a quest’ultimo la pensione ad eccetto della rata mensile da pagare come rimborso all’istituto di credito e pagando a quest’ultimo quanto gli spetta. Per fare tutto ciò è necessario però chiedere la comunicazione della cedibilità della pensione, un documento ufficiale che attesta quanto è la rata massima mensile che un pensionato può pagare. Come infatti anticipavamo in precedenza è stata stabilita una pensione minima la quale è intoccabile e non può essere interessata da alcun tipo di debito o finanziamento: la cifra, pari a 501,38 euro, deve essere necessariamente erogata dall’INPS al pensionato. Portando questo documento al rappresentante della banca sarà possibile stipulare un contratto a norma di legge, ovviamente è preferibile rivolgersi a enti finanziari convenzionati con l’INPS per ottenere condizioni generali e tassi di interesse più vantaggiosi.

Vi sono in ogni caso delle regole ben precise come la massima durata del rimborso che può arrivare fino a 10 anni, nel contratto devono obbligatoriamente essere incluse tutte le spese e soprattutto il tasso applicato deve necessariamente essere inferiore al tasso “anti-usura”. Vi sono però alcuni tipo di pensioni che non possono essere soggette alla cessione del quinto, tra queste spiccano assegni sociali e invalidità civili, assegni al nucleo familiare e di sostegno al reddito. Dopo aver controllato di non rientrare nelle categorie appena menzionate, esenti da questo tipo di servizio, e una volta ottenuta la cifra ufficiale della quota di pensione cedibile, è possibile valutare insieme all’istituto di credito al quale ci si è rivolti quale finanziamento è più idoneo alla situazione del pensionato e quali sono condizioni e tassi di interesse; nel caso il soggetto sia titolare di due pensioni cedibili, il calcolo si effettua sul totale della somma percepita stabilendo in questo modo a quanto ammonta la parte considerata cedibile per legge.

Come abbiamo già anticipato in precedenza l’INPS gode di molte convenzioni con banche e altri istituti di credito, la lista è consultabile direttamente sul sito. Tra le banche e finanziarie che propongono ai pensionati tassi vantaggiosi grazie alla convenzione sottoscritta direttamente con chi gestisce le pensioni, ovvero l’INPS, figurano Findomestic, Unicredit, la Banca del Mezzogiorno e molte altre. Quella che offre il Servizio Nazionale della Previdenza Sociale ai pensionati è molto interessante ma allo stesso tempo è necessario analizzare a fondo la propria situazione economica e le possibili spese future per decidere se stipulare un contratto di finanziamento con un istituto di credito poiché questo rappresenta un impegno e un obbligo che sebbene porti vantaggio nel breve potrebbe risultare una complicazione dopo alcuni anni: prestiti brevi, piccoli e dunque gestibili al meglio sono certamente la giusta mediazione che consente sia di avere disponibilità economica nel breve che potersi rimettere a paro in poco tempo e tornare a percepire l’intera pensione.