Il presidente del Consiglio parlando di terrorismo durante un incontro a Mantova ha detto che chi chiude le frontiere non solo fa un passo indietro, ma tradisce l’idea di Europa

Premier Renzi da Mantova: "Noi non ci rassegniamo a vivere nella paura"

Il premier Matteo Renzi durante un incontro a Mantova che è stata nominata capitale italiana della cultura, parlando di terrorismo e di Unione Europea ha dichiarato che non rinuncerà “a difendere l’interesse nazionale, l’Italia deve essere quella per cui ci facciamo sentire non per logiche vendicative, noi non facciamo le bizze, ma chiediamo più Europa. L’interesse nazionale trova corrispondenza nel sogno europeo”. “Chi afferma che il problema europeo è Schengen, che bisogna chiudere le frontiere non solo fa un passo indietro, ma tradisce l’idea di Europa”. “Non penso che per essere credibili in Europa bisogna sempre dire di sì alle richieste degli altri, ignorando una grande comunità che si chiama Italia. Non siamo quelli che vanno in Europa per chiedere qualcosa in più, con una logica di scambio. Ma l’interesse nazionale non è una parolaccia, nessuno degli altri 27 Paesi ci rinuncia”. “Dopo che l’Europa dei padri ha salvato questo continente, è venuto il tempo di costruire l’Europa dei figli. Venerdì sarò a Berlino ad incontrare Angela Merkel, poi andremo a Ventotene. Il grande ideale dell’Europa dev’essere rilanciato. Germania e Francia si avvicinano a lunghe campagne elettorali, il Regno Unito vuole uscire dalla Ue, la Spagna è in difficoltà dopo le elezioni: in questa cornice di difficoltà Italia c’è. Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà quello dei valori. L’Italia torna a chiedere all’Europa più valori e identità”. L’ex sindaco di Firenze da Mantova ha tenuto a sottolineare il no “alla paura che il terrorismo cerca di portare e contro cui il vero antidoto è la cultura”. “Noi non ci rassegniamo a vivere nella paura”.

Contestato al suo arrivo
L’incontro a Mantova al Teatro Bibiena non è stato tutto gioia e feste. Al suo arrivo il presidente del Consiglio è stato vittima di contestazioni: un grande striscione con scritto ‘Renzi ciocapiat’ (racconta frottole) è stato srotolato da una casa vicina, mentre un ragazzo tuonava con un megafono “Renzi non ti vogliamo”, sventolando una bandiera di Rifondazione Comunista. Qualcuno ha contestato anche la riforma della sanità urlando “Stai distruggendo la sanità”.