L’uomo dopo aver ucciso la moglie e la figlia ha chiamato i soccorsi e la polizia, a cui si è consegnato senza opporre resistenza. Alla base probabilmente un raptus sopravvenuto dopo un litigio di coppia

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Si è consumata in un’abitazione di via San Vito a Pordenone l’ennesima tragedia familiare. Un uomo, un 40enne marocchino, ha ucciso la moglie e la figlia di 7 anni con un’accetta. Dopo ha chiamato la polizia che lo ha portato in Questura e arrestato. L’assassino, Abdelhadi Lahmar, ha agito verso le 3 della notte scorsa, probabilmente colpito da un raptus sopravvenuto al termine di una lite con la moglie. A riferirlo è lo stesso omicida, interrogato per ore dal pm Federico Facchin.

Abdelhadi è un immigrato regolare e incensurato, al momento disoccupato dopo aver svolto diversi lavoretti part time. La moglie, la 30enne Touria Errebaibi, aveva invece lavorato in passato come cameriera in alcuni ristoranti e adesso si occupava unicamente della casa e della famiglia.

Dalle prime ricostruzioni l’uomo avrebbe prima ucciso la moglie, afferrandola e spingendola sul letto matrimoniale per poi colpirla con l’accetta per una decina di volte. Dopo sarebbe passato nella cameretta della piccola figlioletta, che dormiva, sgozzandola nel sonno con un coltello. Poi le avrebbe coperto il volto con un lenzuolo. Passa dunque nella sala da pranzo del suo appartamento dove telefona al 118 per denunciare il duplice omicidio, e attendendo anche l’arrivo delle forze dell’ordine si è consegnato senza opporre resistenza. Al loro arrivo la donna e la bambina erano già morte in un lago di sangue. “Una mattanza” hanno spiegato i sanitari giunti sul posto.