Il deputato lombardo ha lasciato il partito come minacciava ormai da tempo: “Esco dal gruppo del Pd. Per coerenza con quello in cui credo e con il mandato che mi hanno dato gli elettori, non mi sento più di votare la fiducia al governo Renzi”

pippo Civati

Pippo Civati dice addio al Pd. Il deputato lombardo 39enne ha infatti lasciato definitivamente il partito descrivendolo come “nuovo e diverso, fondato sull’Italicum e sulla figura del suo segretario”, e in cui, a suo avviso, “chi non è d’accordo, viene solo vissuto con fastidio”. Ha annunciato così la decisione che minacciava ormai da tempo: “Esco dal gruppo del Pd. Per coerenza con quello in cui credo e con il mandato che mi hanno dato gli elettori, non mi sento più di votare la fiducia al governo Renzi. La conseguenza è uscire dal gruppo”. Civati ha motivato l’addio al Pd anche sul suo blog: “Il futuro sarebbe a portata di mano, basterebbe imparare a sposare tradizione e cambiamento, coniugando cose antiche come i diritti e nuovissime come l’innovazione. Mi spiace per chi ha cambiato idea ma per quel che mi riguarda continuerò a farlo con tutti quelli che lo vorranno. Secondo me sono tantissimi”. Ma che fine farà adesso l’ormai ex democratico? A tendergli una mano è subito Nicola Fratoianni, coordinatore del partito di Vendola che ha dichiarato: “Civati ha fatto una scelta che è il frutto di una cumulazione di distanze con il Pd. Siamo disposti a discutere con lui per creare una nuova forza politica, per contrastare l’idea che non c’è alternativa. Metteremo in discussione l’assetto del partito”.

E lo stesso Civati spiega che farà parte del gruppo misto, perché “non faccio parte né del gruppo del Pd alla Camera né del partito democratico. Quindi sono nel gruppo misto”. “Non sentirò grandi differenze perché il Pd sembra già un grande gruppo misto con tutti gli ingressi che ci sono stati..”. Arrivano anche i commenti interni al Pd con Sandra Zampa, vicepresidente del partito, che dice: “A differenza di lui io continuo a pensare che il Pd sia la nostra casa e che le battaglie debbano essere condotte dentro al Partito per riuscire a cambiare le cose che non ci piacciono”. E poi aggiunge: “Al partito mancherà la sua voce”.