Il giovane algerino, arrestato domenica mattina, è stato scoperto dopo essersi ferito. È accusato di aver progettato due imminenti attentati contro due chiese e di aver ucciso una istruttrice di pilates

arrestato algerino

Fermato a Parigi un fondamentalista islamico che stava pianificando imminenti attentati contro una o due chiese. Si tratta di uno studente di informatica algerino, di 23 anni, già noto alle forze dell’ordine per attività vicine all’islam radicale. Il giovane, arrestato domenica scorsa, quando è stato trovato con un arsenale di armi da guerra, è accusato di aver ucciso una 32enne istruttrice di fitness, Aurelie Chatelain, che si trovava a Parigi nel week-end per uno stage di pilates. Le armi in suo possesso e il progetto di attentati sarebbero stati scoperti dopo il fermo, avvenuto per caso nell’ambito delle indagini per la morte della donna, ritrovata priva di vita nella sua auto a Villejuif, banlieue di Parigi.

Secondo una prima ricostruzione, nella prime ore della mattina di domenica alcuni passanti hanno chiamato i pompieri dopo essersi accorti che dalla Renault Scenic di Aurelie fuoriusciva del fumo. Giunti sul posto hanno ritrovato la donna priva di vita, uccisa con tre colpi di arma da fuoco e adagiata sul sedile accanto a quello di guida nella sua auto. Da quanto emerso sembra che l’algerino 23enne avesse tentato di rubarle l’auto e nell’azione si sarebbe sparato per errore alla gamba. Infatti più o meno nello stesso momento è arrivata la telefonata di un uomo che chiedeva soccorso per una ferita alla gamba. Il ragazzo mente alla polizia dicendo di essere stato aggredito da qualcuno che gli aveva rubato lo zaino, ma seguendo le tracce di sangue gli agenti trovano l’auto del ferito a poche centinaia di metri, con all’interno un kalashnikov, due pistole e uno dei lampeggiatori usati di solito dalla polizia. Così iniziano le ricerche anche nel suo appartamento, dove sono stati ritrovati altri tre kalashnikov, quattro giubbotti antiproiettile, altri lampeggiatori, fasce da braccio con la scritta ‘police’, e documenti relativi a un attentato a una o due chiese nella regione parigina. Scatta quindi il suo arresto. La polizia intanto cerca possibili complici.

Il giovane algerino voleva unirsi alla jihad. Lo hanno riferito le autorità che tenevano d’occhio il ragazzo dall’anno scorso, quando aveva manifestato il desiderio di andare a combattere in Siria al fianco dell’Isis. Il suo telefono e la sua connessione Internet erano sotto controllo ormai da tempo. L’aspirante jihadista sarebbe partito quest’anno per andare in Turchia, dove è rimasto per una settimana. Al suo ritorno era stato posto in stato di fermo e poi rilasciato.