Il Papa sui Migranti nella ‘Giornata mondiale del migrante e del rifugiato’: “Guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone”

Papa sui Migranti: "Guardare a loro soprattutto come persone"

Messaggio per la ‘Giornata mondiale del migrante e del rifugiato’ di Papa Francesco, giornata che la Chiesa celebra il 17 gennaio. Un appello il suo, a quelle realtà religiose diocesane, mostratesi ‘freddine’ o titubanti nel recepire il suo appello affinché tutte le parrocchie europee accolgano almeno una famiglia di profughi. “La rivelazione biblica – spiega il pontefice – incoraggia l’accoglienza dello straniero: eppure, non cessano di moltiplicarsi i dibattiti sulle condizioni e sui limiti da porre all’accoglienza; non solo nelle politiche degli Stati, ma anche in alcune comunità parrocchiali che vedono minacciata la loro tranquillità tradizionale”. “La Bibbia esorta ad accogliere lo straniero, la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo”. “Molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà”. “Guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone, tutelate nella loro dignità”. “I migranti possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri”, ha detto ancora Francesco.

“E’ indispensabile che l’opinione pubblica sia informata in modo corretto, anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti”. “La presenza dei migranti e dei rifugiati interpella seriamente le diverse società che li accolgono. Esse devono far fronte a fatti nuovi che possono rivelarsi improvvidi se non sono adeguatamente motivati, gestiti e regolati. Bisogna fare in modo che l’integrazione diventi vicendevole arricchimento, apra positivi percorsi alle comunità e prevenga il rischio della discriminazione, del razzismo, del nazionalismo estremo o della xenofobia”, ha concluso il pontefice.