Il Pontefice si rivolge alle cooperative bianche chiedendo di combattere la disonestà e di non trascurare gli adulti che rimango prematuramente senza lavoro

Udienza generale di Papa Francesco

Papa Francesco in un appassionato discorso alla Confcooperative ha denunciato con forza il capitalismo e la triste realtà dei lavoratori sfruttati. “A molti che cercano lavoro viene detto: ‘Undici ore di lavoro a 600 euro. Ti piace? No? Vattene a casa, perché c’è la coda, la fila di gente che cerca lavoro'”, ha detto il Papa sottolineando che la fame fa accettare il lavoro nero. Il suo appello è rivolto ai 7mila soci delle cooperative bianche presenti nell’Aula Nervi: “Contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione”. “Quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo. E allora rovina l’uomo e lo condanna”, ha aggiunto. Poi ha ripreso le citazioni di Basilio di Cesarea, Padre della Chiesa del IV secolo, che diceva che “il denaro è lo sterco del diavolo”. Ma il denaro serve, e “per fare tutte le cose che fate ci vuole denaro!”, continua Papa Bergoglio, aggiungendo però che “il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini ma gli uomini sul capitale”.

Poi incita ad opporsi con forza ai disonesti: “Fate bene ad opporvi, e vi dico anche di farlo sempre più, perché assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni del mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare”. Poi suggerisce una più stretta collaborazione tra cooperative bancarie e imprese, in modo che i lavoratori ricevano il giusto salario per vivere con la dignità che ognuno merita.

E ancora ha voluto rivolgere l’attenzione per i capo famiglia disoccupati ricordando che oggi, purtroppo, se si ha ormai raggiunto una certa età nemmeno si viene considerati per svolgere un lavoro. “Tu che sei ingegnere, quanti anni hai?, chiedono a volte, e se quello risponde 49, lo mandano a casa”, ha spiegato il Pontefice. “Non trascuriamo gli adulti che spesso rimangono prematuramente senza lavoro”, ha chiesto infine alle cooperative.