Il forno non era in uso da almeno un anno, e i corpi sono stati trovati in avanzato stato di decomposizione, coperti con calce e lenzuola bianche. Si segue la pista del narcotraffico

orrore in Messico

Orrore e paura oggi in Messico, dove sono stati rinvenuti 61 corpi in un crematorio abbandonato nella località turistica di Acapulco, nello stato di Guerrero. I cadaveri sono stati ritrovati in seguito ad una segnalazione alla polizia da parte degli abitanti della zona dove si trova il “Crematorio del Pacifico”, che si lamentavano per i forti odori provenienti proprio da quell’edificio.

Le autorità hanno precisato che il crematorio era stato chiuso da un anno, e che i corpi, ormai in avanzato stato di decomposizione, non sono stati bruciati ed erano coperti con calce e lenzuola bianche. Gli inquirenti stanno già seguendo la pista del narcotraffico, che negli ultimi anni sta portando alla morte di migliaia di persone in tutto il Messico, e hanno già arrestato i due proprietari del ‘Crematorio del Pacifico’. Ancora nessuno dei cadaveri è stato potuto identificare, ma i media locali riferiscono che almeno quattro dei corpi ritrovati appartengono a donne. Molti erano nudi avvolti nelle lenzuola, mentre altri sono stati ritrovati con gli indumenti.

Si teme anche che tra loro ci possa essere qualcuno, se non tutti, dei 43 studenti svaniti nel nulla il 26 settembre nella stessa regione, precisamente ad Iguala, a circa 200 km da Acapulco. Secondo la versione ufficiale gli studenti sono stati uccisi dai Guerreros Unidos, uno dei cartelli messicani del narcotraffico, su ordine dell’allora sindaco della città, Josè Luis Abarca, la cui moglie è la sorella di tre grossi narcos. L’omicidio di massa è stato svolto in seguito al tentativo degli studenti di denunciare il connubio tra le amministrazioni locali e i trafficanti di droga. Il procuratore generale della repubblica, Jesus Murillo Karam, aveva annunciato pochi giorni fa che i 43 giovani scomparsi senza lasciare tracce erano stati uccisi, i loro corpi bruciati e le ceneri disperse nel fiume. Nonostante le autorità locali abbiano avuto questa confessione da parte di uno dei sicari che avrebbe compiuto il massacro, i genitori delle vittime non sono mai riusciti a credere alla versione ufficiale.