Da un rapporto dell’Onu presentato a Ginevra emerge la terribile condizione dei bambini in Iraq, venduti come schiavi del sesso, usati come kamikaze o per agire nei sequestri, spesso crocifissi, decapitati e sepolti vivi

onu contro isis
I militanti dell’Isis vendono i bambini iracheni rapiti come schiavi del sesso, li utilizzano come kamikaze, produttori di bombe, informatori o scudi umani per proteggere alcune strutture contro gli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Usa, li torturano e li uccidono sistematicamente, spesso crocifiggendoli, decapitandoli o seppellendoli vivi. È quanto emerge da un rapporto dell’Onu sui diritti dei bambini pubblicato a Ginevra. Le forze di governo iracheno avevano già chiesto, e più volte, di poter ricevere dall’occidente un numero maggiore di armi e un maggiore addestramento delle sue forze, e oggi il comitato delle Nazioni Unite gli ha lanciato un ulteriore appello affinchè prenda tutte le necessarie iniziative per assicurare protezione ai bambini e alle loro famiglie. “Siamo profondamente preoccupati per le torture e l’uccisione di quei bambini, in particolare quelli appartenenti alle minoranze, ma non solo”, ha detto Renate Winter, esperto del comitato Onu. “La portata del problema è enorme”, ha aggiunto Winter spiegando che, secondo il dossier, tra le vittime ci sono minori della setta yazidi o delle comunità cristiane, ma anche sciiti e sunniti: “L’Isis ha compiuto sui piccoli violenze sessuali sistematiche e i bambini delle minoranze sono stati catturati e venduti al mercato nero come schiavi”. Si tratta di bambini che hanno perso i loro genitori o venduti ai gruppi armati dell’Isis dai genitori stessi, o che hanno disabilità mentali o fisiche, bambini di strada, provenienti da Turchia e Siria. Nel documento si legge anche di segnalazioni di esecuzioni in massa di minorenni, o che alcuni di loro sono addestrati a combattere o ad agire nei sequestri. Il Comitato delle Nazioni Unite esorta vivamente gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per eliminare ogni forma di reclutamento e impiego dei bambini nei conflitti.
La Giordania sarebbe intenzionata ad inviare anche truppe speciali di terra per le operazioni contro gli estremisti dello Stato islamico, dopo l’esecuzione del pilota giordano Muath Kasasbeh, arso vivo dentro una gabbia. Secondo alcune fonti vicine ai Peshmerga curdi, ma ancora da accertare, l’aviazione giordana avrebbe bombardato postazioni dell’Isis a Mosul, nel nord dell’Iraq, uccidendo 55 jihadisti, tra cui un loro leader, Abu-Obida Al-Tunisian. Anche Ahmed Al Tayyeb, l’imam dell’università Al Azhar del Cairo, centro teologico dell’Islam sunnita, aveva espresso nella giornata di ieri tutta la sua ira contro i responsabili dell’uccisione del pilota giordano, affermando che i jihadisti dovrebbero essere crocifissi e mutilati perché fanno parte di un’organizzazione terroristica satanica.