Lo sconto di pena per Salvatore Parolisi è stato deciso dalla corte di Cassazione. Ai 30 anni di reclusione per l’uccisione della moglie Melania Rea verrà eliminata l’aggravante della crudeltà

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Salvatore Parolisi ha diritto a uno sconto di pena. Lo ha deciso la corte di Cassazione che ha ordinato di rivedere al ribasso la condanna a 30 anni per Salvatore Parolisi per l’uccisione della moglie Melania Rea avvenuta nel 2011. I giudici della Suprema Corte hanno espresso che alla sua condanna va eliminata l’aggravante della crudeltà. Così la Corte d’assise d’Appello di Perugia dovrà adesso ricalcolare la pena.

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Maria Giuseppina Fodaroni, aveva chiesto invece la conferma della condanna a 30 anni di reclusione (la prima sentenza nell’ottobre 2012 gli dava il massimo della pena, l’ergastolo): “Parolisi ha agito con una violenza inaudita, mentre la figlia di appena 18 mesi era poco distante in macchina, si era infilato in un imbuto senza uscita perché stretto dalle pressioni della donna con la quale aveva una relazione extraconiugale”, aveva detto nella sua arringa. Parolisi infatti giurava alla moglie, dopo aver scoperto il tradimento, di aver lasciato l’amante, mentre all’amante assicurava di essere sul punto di separarsi. Si era infilato in una sorta di girandola di bugie che si è conclusa solo con l’uccisione della moglie.

Sostanzialmente sembra che la decisione della Cassazione abbia messo d’accordo la difesa e persino l’accusa. L’avvocato difensore della famiglia di Melania Rea, Giovanni Monni, ha infatti detto: “Parolisi è stato riconosciuto colpevole, volevamo che fosse individuato definitivamente l’assassino di Melania e l’assassino ora c’è. La quantità della pena non ci interessa”.

“Siamo soddisfatti perché si farà un nuovo processo seppure limitatamente all’annullamento della circostanza aggravante deciso dalla Cassazione. Adesso la condanna a trent’anni non esiste più ed è quello che chiedevamo. Siamo soddisfatti”, ha invece dichiarato l’avvocato Walter Biscotti, che ha difeso in Cassazione, Salvatore Parolisi, insieme a Titta Madia.