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L’Isis torna a colpire. Questa volta avrebbe preso di mira un nuovo sito archeologico, Khorsabad, a 20 km a nord-est di Mosul. A rivelare lo scempio dei militanti estremisti del mondo islamico è stato il ministro delle Antichità e del Turismo iracheno Adel Shirshab. Questo è già il terzo sito archeologico distrutto dai jihadisti. Khorsabad , che è stata la capitale dell’impero assiro al tempo di Sargon II che la fondò tra il 717 e il 706 a.C, è già il terzo sito archeologico distrutto dai jihadisti. Prima era toccato all’antica capitale assira Nimrud e poi a Hatra, antica città a 100 chilometri a Sud di Mosul fondata nel III secolo a.C dalla dinastia dei Seleucidi. Alcuni testimoni avevano riferito che prima di iniziare a picconare i resti di Hatra, i miliziani dell’Isis hanno asportato le monete d’oro e d’argento custodite all’interno del museo locale. Da quanto riportato da alcuni fonti affidabili, sembra proprio che il traffico clandestino di reperti archeologici è uno dei principali mezzi di finanziamento degli insorti islamici.

In una nota il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che si dice “indignato” per la continua distruzione del patrimonio culturale da parte dell’Isis, invita la comunità internazionale ad “agire con urgenza” per porre fine a tali atroci atti terroristici e per contrastare il traffico illegale di manufatti. “La deliberata distruzione del patrimonio culturale comune costituisce un crimine di guerra e i responsabili devono essere chiamati a risponderne”, ha ribadito Ban Ki-moon.