Il film, che uscirà il 19 marzo, è una nuova versione della Divina Commedia dove i ‘nuovi peccatori’ della nostra società verranno smistati in nuovi gironi. Nel cast anche Paolo Pierobon, Gianmarco Tognazzi, Daniela Virgilio, Massimiliano Loizzi e Marco Ripoldi

la solita commedia-inferno

Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, meglio noti come “I Soliti Idioti”, saranno in tutte le sale cinematografiche dal prossimo 19 marzo col nuovissimo film “La solita commedia- Inferno”, prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside. Si tratta di una commedia divertente e briosa, meno volgare rispetto ai precedenti lavori del duo comico, che ha come obiettivo trovare il girone giusto ai nuovi peccati. L’inferno del titolo sarebbe la nuova società, ormai dipendente da telefonini e social network, dell’infernale password del wireless, dell’incubo dei condomini e dei supermercati. E questa nuova società ha anche nuovi tipi di peccatori, ovvero gli hacker e gli stalker, che debbono essere inseriti appunto in gironi che ancora non esistono nell’inferno dantesco facendo impazzire letteralmente Minosse e Lucifero.

Nella versione della Divina Commedia di Mandelli e Biggio vedremo Paolo Pierobon nel ruolo dell’Onnipotente, e Biggio in quello di Lucifero, che rimandano sulla Terra Dante, interpretato da Mandelli. Insieme a loro nel cast anche Gianmarco Tognazzi, Daniela Virgilio, Massimiliano Loizzi e Marco Ripoldi.

Trama: L’inferno è nel caos più assoluto. Ogni giorno nuove schiere di peccatori affollano gli uffici di Minosse. Ma l’inferno è vecchio e antiquato, così i nuovi peccatori non trovando la giusta collocazione, si disperdono tra i vari gironi. Lucifero viene ricevuto quindi direttamente da Dio , che vuole trovare una soluzione a questo caos. L’idea è quella di catalogare i nuovi peccati sulla Terra. Così mandano Dante Alighieri in una grande città italiana, dove trova finalmente la guida che lo accompagnerà nella ricerca dei ‘nuovi peccati’, un giovane precario di 30 anni che ogni mattina si appresta ad affrontare un’altra ‘giornata d’inferno’: Demetrio Virgilio.

Biggio e Mandelli, che hanno anche scritto e diretto il film insieme a Martino Ferro, hanno voluto raccontare l’Italia e gli italiani, la gente comune, e osare un po’rappresentando un Dio indaffarato, che ha mille casini e molti dei nostri stessi vizi. “A noi piace immaginarlo così. Un Dio più umano, che non credo possa spaventare i cattolici né attirare troppe critiche, anche perché nel momento in cui li rappresenti vuol dire ammettere che credi che esistano” ha detto Mandelli.

Nella sigla finale ci sarà anche il brano che gli stessi Biggio e Mandelli hanno portato all’ultimo Festival di Sanremo, Vita d’inferno, che sembra proprio ricordare la comicità di Cochi e Renato. E i riferimenti infatti non mancano come dice Biggio: “Quando uno fa questo mestiere si nutre di precedenti realtà, e tra i nostri riferimenti ci sono sempre stati Cochi e Renato, così come la comicità milanese, Jannacci e non solo. C’è però anche molto altro, non vogliamo fare paragoni né scomodare nessuno di questi mostri sacri. Stiamo cercando di andare avanti, di cercare il nostro stile nelle cose che facciamo”.