Arrivano dagli Usa le nuove piante geneticamente modificate che crescono senza terra e sopravvivono solo se nutrite con sostanze sintetiche in modo da non contaminare i campi
ogm

Piante geneticamente modificate arrivano in salvezza dei campi tradizionali, senza contaminarli minimamente. Com’è possibile? Perché crescono ‘senza terra’. Le hanno messe a punto alcuni ricercatori delle Università di Harvard e Yale, negli Usa, descrivendone i primi esemplari sulla rivista Nature.

Si tratta di Ogm in grado di sopravvivere solo se nutriti con sostanze sintetiche, lontano dai terreni utilizzati per le colture comuni. Da dieci anni l’ambito scientifico detto della “biologia sintetica” sta crescendo sempre di più nella ricerca, a dispetto dell’ormai inflazionato settore delle biotecnologie. In generale i ricercatori favoriscono la coltivazione di queste piante geneticamente modificate per la produzione di carburanti e farmaci e ovviamente non a quelle di tipo alimentare.

I genetisti dell’ università americana di Harvard, sotto la guida di George Church, sono riusciti ad ottenere piante capaci di sopravvivere e crescere solo se alimentate con amminoacidi sintetici, cioè con una versione ottenuta in laboratorio dei cosiddetti “mattoni della vita” indispensabili alla crescita. Mentre gli esperti di Biologia molecolare e dello sviluppo di Yale, capeggiati da Farren Isaacs, hanno “equipaggiato” le piante con un corredo di enzimi che rendono il metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici. In tutti e due i casi le nuove piante Ogm se coltivate nei campi in modo tradizionale non hanno assolutamente alcuna possibilità di sopravvivenza e quindi non sono in grado di radicarsi in terreni alimentati solo da nutrienti naturali.