Il pm Roberto Felici: “L’accusa di abuso d’ufficio di Marino non sussiste, poiché con la sua condotta non ha procurato né vantaggi né danni. Non ha violato i presupposti previsti per tale reato”

Marino trascrive nozze gay

Il sindaco di Roma Ignazio Marino non ha compiuto alcun illecito in relazione alla mancata cancellazione, nonostante le sollecitazioni dell’ex prefetto Giuseppe Pecoraro, delle nozze gay celebrate all’estero e trascritte nei registri dell’anagrafe della capitale. È questo l’esito delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica che ha chiesto dunque l’archiviazione del fascicolo che vedeva Marino indagato per abuso d’ufficio e per inosservanza di un provvedimento dell’autorità.

L’indagine era stata affidata al pm Roberto Felici, ed era stata aperta in seguito alla presentazione in Procura di alcuni esposti che si lamentavano delle presunte violazioni di legge da parte del sindaco di Roma, il quale aveva trascritto 16 matrimoni gay il 18 ottobre scorso in Campidoglio. Ma il pubblico ministero ha richiesto l’archiviazione sottolineando che “l’accusa di abuso d’ufficio di Marino non sussiste, poiché con la sua condotta non ha procurato né vantaggi né danni, e quindi non ha violato i presupposti previsti per il reato in questione”. Infine per Roberto Felici non è ravvisabile l’inosservanza del provvedimento richiesto da Pecoraro “in quanto non solo questo era in realtà un invito, e non un ordine, ma soprattutto era illegittimo in quanto l’eventuale ordinanza di cancellazione delle trascrizioni era di pertinenza del tribunale”.