Già 36 su 50 sono gli stati in America dove i matrimoni tra coppie gay sono possibili. Entro giugno la corte suprema deciderà se legittimarli anche negli altri 14, finora totalmente contrari

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L’America è in attesa della decisione della Corte suprema riguardo alla legittimazione dei matrimoni gay. La questione verrà esaminata a partire del mese di aprile e giungerà alla sentenza entro la fine di giugno. La corte potrà imporre la sua decisione o in alternativa lasciare ai singoli stati la facoltà di legalizzare tali matrimoni o, al contrario, di vietarli. Tutto è nato da un ricorso presentato al più alto organo giurisdizionale statunitense contro la sentenza di una corte d’appello. Questa sentenza aveva confermato le restrizioni alle nozze gay varate recentemente in alcuni stati: Michigan, Ohio, Kentucky e Tennessee. Questi ricorsi hanno dato l’input per sbloccare la situazione “attendista” cui riversava ancora la Corte suprema. I nove saggi giudici costituzionali avevano già abolito nel 2013 la norma del Defense of Marriage Act (Doma), secondo cui l’unione in matrimonio deve essere solo tra uomo e donna. E adesso dovranno anche decidere se le nozze tra coppie gay debbano essere un diritto da proteggere costituzionalmente. Dal loro intervento sul Doma, il numero degli Stati in cui coppie delle stesso sesso possono liberamente sposarsi, è salito a ben 36, più il District of Columbia dove ha sede la capitale federale Washington, mentre gli altri 14 sono ad oggi assolutamente contrari. Secondo alcuni recenti sondaggi più del 70% degli americani vive proprio negli stati dove sono possibili le nozze gay, e quasi la maggior parte dei cittadini sostiene appunto tali unioni. In questo modo sembrerebbe che la situazione di pochi anni fa in cui questa eventualità sembrava pressochè impossibile da cambiare, adesso si stia totalmente ribaltando. E da questi dati la decisione della corte dovrebbe essere più o meno facilitata, nonostante i nove giudici abbiano sostanzialmente pareri contrastanti. La spinta verso l’accettazione generalizzata dei matrimoni tra coppie dello stesso sesso è arrivata soprattutto dal presidente Barack Obama e dalla sua amministrazione. Obama, a dimostrazione di ciò, avrebbe anche firmato più di un provvedimento che estende alle persone gay che lavorano all’interno del governo federale gli stessi diritti di cui godono gli altri lavoratori sul fronte del matrimonio.

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