Italian centre-left leader Bersani speaks after meeting with Italian President Napolitano at Quirinale palace in Rome

“Noi siamo sempre con l’idea di stare con tutti i piedi nel Pd”. Lo ha detto Bersani all’assemblea di area riformista, a Bologna. “A chi ci dice ‘se non siete d’accordo andate fuori’, io rispondo: no, vai fuori tu, che questa è casa mia”, ha aggiunto. Quella che Bersani immagina all’interno del Pd è “un’area di sinistra larga che non va dispersa”. “Ci esca fuori dalla testa l’idea di una sinistra come solo connotata in una particolare storia. Bisogna stare larghi con la testa perché nel campo largo tendono a prevalere posizioni riformiste” sottolinea l’ex segretario.

Poi spiega di non voler andare verso soluzioni leaderistiche, ipermaggioritarie, con dei Parlamenti a servizio, partiti liquidi, forze sociali senza più un ruolo, ma “al contrario vogliamo andare verso un sistema proprio di una società europea moderna in cui la famosa governabilità deriva da un buon equilibrio con la rappresentanza”. Pier Luigi Bersani , punto di riferimento della minoranza critica del partito, se la prende con il premier Matteo Renzi: “Del patto del Nazareno numericamente non avevamo bisogno, inoltre se non lasci fare l’opposizione al centrodestra, la farà una destra regressiva, invece devi far funzionare i due polmoni altrimenti nell’organismo entrano le tossine. Agli osservatori che sostengono che questo sia il modo per vincere, io rispondo che il nostro mestiere non è vincere ma è l’Italia”. È necessario fare un distinguo tra gli schieramenti, perché, a suo avviso, non si può parlare di tutti quelli che sono venuti prima:” non si può ammucchiare Prodi con Berlusconi e neanche Visco con Tremonti, perché può esserci un rischio politico a sostituire i concetti di destra e sinistra, di prima e dopo”, ha concluso Bersani.